Mascherine non a norma (prevalentemente Ffp2) bloccate in magazzino. Il Policlinico “Riuniti” di Foggia in queste ore sta restituendo alla Protezione civile i dispositivi non conformi e inutilizzabili dopo una comunicazione inoltrata dalla Guardia di finanza di Gorizia che ha segnalato agli enti istituzionali della Regione Puglia nella giornata di sabato 10 aprile come 12 differenti tipologie di dpi utilizzati negli ospedali e nelle strutture socio sanitarie non risultassero conformi alle normative indicate dall’Unione europea. La procedura di ritiro, iniziata ieri, coinvolge tutte le strutture pubbliche e private della regione.
Il responsabile dell’Unità di crisi della Regione Puglia, Mario Lerario, ha inoltrato così una nota a tutti gli enti pubblici e privati del Servizio sanitario regionale per disporre il blocco immediato dell’utilizzo dei dispositivi di protezione: mascherine contrassegnate dall’indicazione FFP2 e facciali corredati da una sigla con lettere e numeri.
Dpi arrivati nel pieno della crisi pandemica rigorosamente “made in China” che, dopo un anno, si sono rivelati un flop in materia di sicurezza e di prevenzione anticovid. Inutilizzabili. Da buttare. Eppure in tutti questi mesi avrebbero dovuto proteggere gli operatori del mondo sanitario, i pazienti e gli ospiti delle rsa dall’infezione con il Covid. Così, invece, non è stato.
“Siamo stati informati del ritiro nella giornata di domenica 11 aprile – racconta un operatore in servizio presso una postazione 118 della provincia di Lecce – quando i responsabili hanno recuperato tutte le scorte delle mascherine che giacevano nei magazzini. Lo sconcerto, però, è tanto. Per quasi un anno abbiamo utilizzato mascherine non a norma mettendo di fatto a repentaglio la nostra salute e quella dei pazienti”.
Le mascherine ritirate erano arrivate nel pieno della crisi sanitaria. Dalla Cina all’aeroporto di Galatina per quanto concerne le forniture poi distribuite in Salento. “Migliaia e migliaia di mascherine – spiega l’operatore – che dopo un anno scopriamo non essere a norma secondo le disposizioni emanate dall’Unione euroepa”.
