Scarcerati dopo l’interrogatorio di garanzia. Per due degli arrestati nell’operazione “Blackout” si sono attenuate le esigenze cautelari. N.N. è tornato libero, obbligo di dimora per S.C.. Decisivi per N.N. l’incensuratezza dell’indagato e il fatto che rispondeva di un solo capo d’imputazione.
I due, difesi dal legale Luigi Sauro, erano stati arrestati lo scorso 14 aprile con l’accusa di far parte di una banda di “predoni del rame”. Tra novembre 2019 e giugno 2020, nove persone avrebbero rubato 25 chilometri di cavi rubati, per un peso totale di otto tonnellate e un valore di oltre 100mila euro lasciando per molte ore senza corrente elettrica numerosi abitanti delle zone rurali di Melfi, Rionero in Vulture, Atella e Pescopagano.
I nove sono stati arrestati nel Foggiano dai carabinieri del comando provinciale di Potenza.
La banda avrebbe agito attraverso “vere e proprie incursioni”, precedute da sopralluoghi. I colpi avvenivano di notte con obiettivo le linee dell’Enel situate “in aree isolate e impervie”, difficilmente raggiungibili.
