I sindacati hanno firmato a Roma l’accordo (SCARICA IL TESTO) per la cessione della Casa Divina Provvidenza a Universo Salute, società degli imprenditori foggiani Paolo Telesforo e Michele D’Alba. Si chiude così il passaggio più complesso dell’operazione di salvataggio delle tre strutture di Bisceglie, Foggia e Potenza che interessa più di 1500 lavoratori. Dopo le resistenze delle scorse settimane (erano stati annunciati “referendum” tra i lavoratori, poi saltati), si è chiusa sul filo del rasoio una trattativa lunga e complessa. “Abbiamo messo sul piatto tutto il possibile – il commento degli acquirenti -, garantendo la conservazione dell’articolo 18 e l’impiego del personale a tempo determinato. Erano previsioni che avevamo già inserito nella piattaforma e che oggi sono state definite nel dettaglio. Siamo molto soddisfatti, ora non resta che rimboccarsi le maniche e lavorare”. Il commissario straordinario dell’Ente, Bartolomeo Cozzoli, ha espresso a tal proposito “viva soddisfazione per l’accordo raggiunto all’unanimità e che salvaguarda tutti i lavoratori, anche quelli a tempo determinato.
Adesso però – ha puntualizzato il Commissario – abbiamo ancora da lavorare per poter dire che il salvataggio e la procedura di Amministrazione Straordinaria si sono conclusi con successo”. L’efficacia dell’accordo ex art. 47 L. 428/90 e 63 D.lgs. n. 270/99 “è sospensivamente condizionata al perfezionamento ed all’esecuzione dell’atto di cessione dei Complessi Aziendali, ferme comunque le previsioni del Disciplinare di Gara relativo alla Procedura di Vendita dei complessi aziendali”.
Le prime reazioni sindacali positive arrivano a margine dell’incontro terminato pochi minuti fa: “Si tratta di una svolta epocale – ha commentato Massimiliano Di Fonso dell’Usppi -, la vendita si è chiusa con l’assenso di tutti i sindacati. Dopo un mese di tribolazione, dopo le tensioni dei giorni scorsi, finalmente si sono decise le sorti dei 1500 lavoratori di un ente e del suo fondatore che dopo 100 anni ritrova la pace. Sin dall’inizio abbiamo creduto nel gruppo foggiano – continua -, ma soprattutto sulla garanzia di futuro per i degenti e ‘i folli’ come li definiva bonariamente don Pasquale Uva. Ora si apre una nuova era per un ospedale fino a qualche tempo fa allo sbando e sull’orlo del fallimento. È stata una battaglia lunga, contro il pregiudizio di alcuni, contro la strumentalizzazione di chi fino adesso ha vissuto sugli allori, con indennità sconosciute al sindacato Usppi che minavano il buon esito delle procedure per il salvataggio di surplus economici scandalosi. Oggi hanno vinto i lavoratori che non si sono fatti strumentalizzare…”.
“Dovrà ricredersi chi dava per spacciata la fine dei tre complessi”, hanno commentato Giuseppe Mesto e Vincenzo Abbrescia della Ugl. “Il 13 febbraio – continuano – sarebbe scaduto il temine consegnato dal Ministero per definire la procedura, ed in assenza di ulteriori proroghe concesse, la tensione era salita alle stelle. Reazioni complessivamente positive quella dei corpi sociali intermedi, dopo quasi sette intense ore di contrattazione. Alla fine ha prevalso spirito collaborativo, profondo senso di responsabilità, e dedizione consapevoli di essere al completo servizio dei lavoratori. Come organizzazione sindacale siamo soddisfatti per le ulteriori migliorie recepite dai vertici aziendali. Un risultato ottenuto –ricorda l’esponente della segreteria nazionale dell’Ugl Sanità -, dopo quattro incontri capitolini durante i quali il commissario Bartolomeo Cozzoli non ha mancato di ricordare, che le sedi della CDP erano ormai in condizioni di irreversibile insolvenza, e l’assenza di investitori avrebbe comportato il fallimento della struttura e l’ eventuale licenziamento dei 1600 lavoratori”. “Una scelta obbligata – puntualizza il segretario generale della Ugl di Bari, Vincenzo Abbrescia. In realtà – spiega l’avvocato – la sottoscrizione dell’accordo è stato un atto obbligato, atteso che l’alternativa alla Universo poteva significare verosimilmente una totale perdita dei posti di lavoro. Né potevano convincere i proclami del governatore pugliese Michele Emiliano, che sarebbe intervenuto ove le trattative fossero naufragate. Abbiamo tenuto un tavolo tecnico nel corso del quale – evidenzia il sindacalista – rispetto alla proposta iniziale della cordata foggiana, siamo riusciti a migliorare significativamente le condizioni assuntive offerte. Esclusione delle tutele crescenti – rende noto Abbrescia – e garanzia dell’art. 18 per tutti i lavoratori, applicazione dei Contratti collettivi nazionale di Lavoro, salvaguardia delle condizioni economiche e normative, così come delle anzianità di servizio. Ma – continua il segretario regionale Ugl – soprattutto assunzione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori, con un occhio di riguardo per i dipendenti titolari di contratti a termine a cui viene riconosciuto il diritto di precedenza ove la Universo Salute dovesse ampliare gli organici strutturali e procedere a nuove assunzioni”. “Un buon accordo per gli aspetti tecnici – ribadisce Abbrescia -, ma non si nasconde, e si comprende, la preoccupazione dei lavoratori che dovranno confrontarsi con un nuovo soggetto societario, che potrebbe essere verosimilmente maggiormente interessato ai complessi aziendali – beni immobiliari della CDP – a discapito del fine sociale dello storico ‘Don Uva’. Su questo si sono divisi i lavoratori in occasione delle consultazioni dei giorni scorsi. Bene dunque un soggetto investitore, ma che possa dare continuità e soprattutto sappia dare lustro alle attività della Casa di assistenza socio sanitarie di riflesso ai tanti pazienti, quotidianamente assistiti. Il sindacato – conclude – vigilerà in ogni caso per arginare tali preoccupazioni e intervenire poderosamente davanti a squilibri di sorta che dovessero presentarsi”.


