Striscioni in Tribunale a Foggia nel giorno dell’udienza preliminare del processo a carico di due giovani foggiani accusati dell’omicidio di Donato Monopoli, il ragazzo cerignolano di 26 anni morto dopo essere pestato in discoteca. Il papà e la mamma, Giuseppe e Donata, con parenti e amici hanno chiesto giustizia. “Abbiamo aspettato da tre anni questa giornata per dare un punto fermo alla vita di Donato e alla nostra – dichiara Giuseppe Monopoli -, è dura andare avanti giorno dopo giorno dopo quello che ci è successo. Vogliamo solo giustizia, non proviamo nessun sentimento di odio o di vendetta. Non chiediamo altro se non una giusta giustizia”.
“La nostra condanna noi già l’abbiamo avuta, aspettiamo solo che si ponga fine a questa situazione e che non accadano più vicende del genere, che non ci siano altri Donato”. “Ogni giorno, quando vediamo ragazzi aggrediti e vittime di violenza, si rinnova il nostro dolore – aggiunge -, preghiamo tutti di evitare, perché con la violenza non si ottiene niente, l’importante è uscire fuori, divertirsi e tornare a casa tranquilli”.
“Sono molto arrabbiata – dichiara Ripalta, cugina di Donato -, vogliamo giustizia perché siamo persone semplici, Donato non meritava tutto questo. Era un ragazzo pieno di vita che si è trovato giusto in una serata da trascorrere con gli amici e si è ritrovato ad essere brutalmente picchiato”, dice con la voce spezzata dall’emozione. “La giustizia farà il suo corso – conclude -, tutta la verità verrà fuori, sono fiduciosa”.
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