È scontro tra i Fratelli d’Italia di Foggia per la posizione assunta da Oronzo Orlando nei confronti del suo incarico da consigliere nel Consiglio di Amministrazione di Amiu Puglia che prevede un gettone di circa 2500 euro al mese. Come si sa, i meloniani, con l’arrivo del commissario Galeazzo Bignami chiamato da Giandonato La Salandra per accompagnare il partito nella difficile transizione che ha visto espellere Liliana Iadarola e autosospendersi Bruno Longo, hanno lasciato ogni poltrona che li impegnava nell’amministrazione Landella, al centro della verifica della Commissione d’accesso per le infiltrazioni mafiose.
Ha cominciato lo stesso La Salandra dimettendosi dalla presidenza dell’Ataf e poi si sarebbero dimessi anche i due assessori in Giunta Tarcisio Narciso e Matteo De Martino, se Landella non avesse ritirato prima le deleghe a tutti.
Resta appeso solo Oronzo Orlando, ex An, ex consigliere regionale, considerato assai amico di Ciccio D’Emilio, ma anche scelto in virtù dell’ampliamento che i meloniani avevano assunto con l’ingresso nel gruppo consigliare di Longo e Iadarola. Il commercialista non sembra intenzionato a dimettersi dalla pesante postazione dell’azienda regionale dei rifiuti.
Stando ai rumors e ad alcune missive ufficiali del commissario, Bignami gli avrebbe dato un ultimatum, scaduto lo scorso lunedì, al quale a tutta risposta Orlando ha ribattuto dimettendosi non dall’incarico assegnatogli da Franco Landella in quota ai Fratelli d’Italia, ma dallo stesso partito.
Orlando avrebbe lasciato il partito, pur di restare in sella all’Amiu. Tra i meloniani c’è sconcerto. In un documento si leggono accuse anche nei confronti della dirigenza. Sulla questione è diffusa l’opinione che Fratelli d’Italia abbia intrapreso la via del bifrontismo: da un lato la dirigenza simula una voglia di discontinuità e dall’altro conserva l’incarico di Orlando evidentemente in armonia con la nuova giunta Landella.
È proprio Narciso a scrivere e ad ipotizzare i motivi che tratterrebbero Orlando su quella postazione. Anzitutto la nuova sede, con la contesa tra due soggetti operanti sul territorio, Mescia e Forcella. E poi si ipotizza la volontà di “gestire” le imminenti 35 assunzioni di personale (amministrativi e operatori ecologici) nella partecipata comunale al 21%.
C’è chi nel partito suggerisce di inviare una lettera al sindaco nella quale sottoscrivere che Oronzo Orlando non è più un meloniano e che se siede nel CdA lo fa in nome di se stesso. Landella lo rimuoverà? La questione è scottante e si inserisce nelle tante partite aperte che l’amministrazione dovrà portare a termine prima dell’eventuale scioglimento del Consiglio. C’è chi rimarca quanto sia complesso ultimare operazioni, dal Pug alla cessione dei terreni in Fiera per l’Unifg, senza una maggioranza davvero solida. Il centrodestra in consiglio ha già dimostrato di essere poco governabile.
Nel frattempo l’amministrazione ha perduto il programma delle periferie, scaduto qualche giorno fa, che avrebbe portato alla riqualificazione degli ingressi della città, con l’abbattimento delle baracche di via Ascoli e la prosecuzione del piano del Comparto 28 e il piano di urbanizzazione in Via San Severo oltre alla riqualificazione del vecchio villaggio Mussolini di Via Lucera. Sono in bilico, ormai bocciate dall’architetto Francesco Karrer eterno consulente del Pug, le operazioni lungo la direttrice di Via Gandhi, che interessavano Menditti, Gammarota, Grieco, Spezzati e de Leo, perché assorbirebbero il fabbisogno di case per decenni e eliderebbero l’Housing sociale, su cui ancora credono in Ance.
