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Home » Campo di calcetto al Parco San Felice, Alessio Russo dell’Ads Rovelli si difende: “Tutto era nella norma, non servivano permessi a costruire”

Campo di calcetto al Parco San Felice, Alessio Russo dell’Ads Rovelli si difende: “Tutto era nella norma, non servivano permessi a costruire”

Di Antonella Soccio
7 Maggio 2021
in Amministrativa
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ciao ciao: "" -

“Non ci sono i presupposti giuridici per assecondare questa attività impropria e autonoma senza nessuna autorizzazione di nessun dirigente. La ditta se ne assumerà la responsabilità, staremo a vigilare a che la recinzione sia rimossa, con la riqualificazione dell’area, senza alcun aumento di cubature. O al limite con spogliatoi movibili, con impianti annessi servizi. Questa ditta troverà uno sbarramento sia politico sia giuridico”.

È stato duro il sindaco Franco Landella, qualche giorno prima delle sue dimissioni, in Consiglio comunale, collegato su Zoom da Roma, sulla questione inerente l’affidamento della gestione del campo di calcetto del Parco San Felice all’Ads Rovelli di Alessio Russo.

L’operatore sportivo ha fatto ricorso al Tar dopo l’annullamento dell’atto da parte del Servizio Sport. Russo è chiamato a rimuovere la recinzione apposta e a farsi da parte, ma non ci sta. In questi mesi dinanzi alle forti prese di posizione del comitato La Società Civile e dell’intero centrosinistra contro il suo progetto che hanno obbligato l’amministrazione a fare dietrofront, pur dopo la difesa dell’ex assessore allo Sport Sergio Cangelli, Russo ha preferito il silenzio. Ma è stanco di subire. L’annullamento della determina 722 del 2019 è per lui un sopruso. Come spiega a l’Immediato, la recinzione e tutto quello che è stato posto in essere al Parco San Felice era legittimato dalla manifestazione d’interesse e dal progetto, che aveva la piena approvazione della tecnostruttura e del Servizio Sport.

Anzi, c’è di più. Russo rimarca che tutto quello che avrebbe organizzato sull’area non necessitava di nessun permesso a costruire, contrariamente a quanto manifestato da alcuni leader del centrosinistra, dal momento che sia le tribunette (in materiale metallico) sia gli spogliatoi e lo spazio ristoro erano tutti prefabbricati removibili.

La determina annullata, infatti, prevedeva, come si legge: la recinzione sui lati liberi dell’area, limitando il libero accesso; il rifacimento del manto dell’esistente campo da calcio, la realizzazione di due tribune prefabbricate; la realizzazione di una struttura composta da 10 blocchi prefabbricati adibiti a spogliatoi, ridimensionati di un terzo nel progetto, a servizio del campo da calcio e dell’area fitness, a ufficio e bar.

Il Servizio Ambiente ed al Servizio Integrato Attività Economiche avevano visionato la“presentazione di istanza per la verifica della proposta presentata o deposito/richiesta di titoli autorizzatori a vario titolo per gli stessi eventualmente effettuati”.

Secondo Russo, che ha già pagato i primi canoni, qualcosa si è inceppato nel Palazzo, nei vari uffici. Per solerzia il suo progettista aveva anche presentato l’istanza al Servizio Urbanistica, ma da lì non è mai giunta nessuna risposta.

Il Servizio Sport è stato lasciato solo con la sua decisione. E poi scaricato. A chi dava fastidio il campetto gestito dall’Ads Rovelli? “ Il Suap ci ha rimandato ai lavori pubblici che a sua volta ha detto che essendo del Comune stesso non necessita di autorizzazione in quanto già autorizzato con Determina approvazione progetto. Lavori interrotti in attesa di nomina del responsabile del procedimento, cosa inesistente in quanto in determina dirigenziale è ben chiaro”, conclude l’operatore.

Tags: Ads Rovelli.Alessio Russocampo da calcettoParco San Felicerecinzione
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