Abbattimento delle strutture ammalorate, completa attivazione del Deu e Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico). Saranno questi gli assi del “nuovo” Policlinico immaginato dal direttore generale (appena riconfermato) Vitangelo Dattoli. Il prototipo del “vecchio” nosocomio dedicato alle infezioni, il Colonnello D’Avanzo, sarà il prototipo dell’ospedale Covid in tempo di pandemia. “Sarà una sorta di rilancio dei vecchi dispensari tubercolotici degli anni Trenta – spiega –, avremo la Pneumologia, l’Infettivologia, la Rianimazione, Microbiologia e Virologia con il coordinamento del Centro Igiene. A Bari c’è il Cotugno, a Lecce il Galateo, qui ci sarà il D’Avanzo”.
Diverse discipline mancanti verranno invece attivate al Deu, a cominciare dalla Cardiochirurgia. Due invece le new entry, non previste nella programmazione iniziale: chirurgia maxilo-facciale e centro ustioni (a completare l’offerta traumatologica emergenziale). Il nuovo ospedale finora non è stato utilizzato per il Covid dal manager barese perché “è sconsigliabile utilizzare nelle pandemie strutture rigide e tecnologiche”. “Conviene sempre avere più fronti – commenta -, perché se ci sono contaminazioni non c’è il crollo dell’intera risposta dell’azienda. Avere poli al D’Avanzo, a Malattie infettive e in Rianimazione e Pronto soccorso, ha ridotto il rischio nei momenti di contagio degli operatori. Meglio evitare concentrazioni, dunque. E poi avremmo ritardato il rilancio di una struttura strategica… Abbiamo invece sfruttato il Plesso delle Malattie infettive che verrà abbattuto per la costruzione del nuovo monoblocco”.
Sulla coesistenza di due Cardiochirugie in Capitanata (c’è anche Casa Sollievo a San Giovanni Rotondo), dice: “La nostra è una Cardiochirurgia a direzione universitaria che ambisce addirittura a diventare scuola di specializzazione, sicuramente bisognerà attivare processi di integrazione poiché diventa un plusvalore l’eccessiva presenza. A Bari in un chilometro quadrato ce ne sono 4, di cui 3 privati e uno pubblico. E a Lecce 2. I tre poli regionali daranno copertura alla rete con una offerta, in effetti, superiore agli standard”. “Alla fine di questi processi e di iniziative che non anticipo ancora, il Policlinico di Foggia – conclude – sarà un punto di riferimento non solo per la Puglia, ma per diverse regioni del Mezzogiorno”.