Un candidato che sia “collante tra i partiti, i movimenti e la società civile”, che abbia indubbie capacità amministrative, perché no anche un po’ di esperienza, e che abbia carisma. Perché “essere votati dalle forze politiche e dai movimenti non significa avere necessariamente consenso popolare”. È questo l’identikit del perfetto candidato sindaco di Manfredonia secondo Antonio Marinaro, referente insieme a Lucia Triggiani dei Popolari per Manfredonia, il movimento di cittadini ispirato da Puglia Popolare di Massimo Cassano, che ha in Capitanata nel consigliere regionale Sergio Clemente il suo responsabile provinciale in questo momento di azzeramento di cariche ed incarichi dopo la divisione dall’assessore Gianni Stea.
Nelle prossime settimane Puglia Popolare si darà un assetto e capirà se potrà avere una forma partito agganciandosi ad altre realtà territoriali a livello nazionale.
Il logo insomma è importante, ecco perché Marinaro guarda con sentimenti tiepidi alla richiesta dell’ingegner Gianni Rotice di non apporre simboli partitici nella sua possibile coalizione per la candidatura a primo cittadino della città del Golfo dopo il commissariamento del Comune per infiltrazioni mafiose.
“Noi non siamo una lista civica, siamo un movimento, presto potremmo diventare un partito e sediamo al tavolo di una coalizione”, dice a l’Immediato Marinaro, sottolineando che Franco Ognissanti non ha nessun ruolo nella compagine dei Popolari.
L’impressione è che Rotice, che scende in campo per vincere come fa sapere qualcuno del suo staff, abbia troppo precipitosamente avanzato la sua proposta/pretesa del no ai loghi.
Nella sua lettera del resto non è passato inosservato il riferimento a Michele Emiliano. Segno che uno schieramento almeno c’è. Quello di Rotice è un civismo con una appartenenza. Secondo i dem citare il governatore pugliese ha un solo significato: l’inclusione di Angelo Riccardi tra i sostenitori.
Mentre è un’ipotesi molto fondata che il Pd scenda senza il suo simbolo, anche i partiti del centrodestra stanno valutando l’ipotesi su richiesta di Rotice.
Ma quanto può essere larga la coalizione dell’ex numero uno di Confindustria? L’imprenditore con la sua autocandidatura rischia di dover far fronte a possibili veti incrociati.
