Un “patto di transizione”, una “operazione Lazzaro” per restaurare a Cerignola legalità e sviluppo. È quanto chiedono nella città mascaniana dalle prossime amministrative previste in autunno, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per mafia, i Popolari pugliesi di Claudio Di Lernia, coordinatore e il suo vice Vito Diciolla. I possibili candidati sindaco a Cerignola sono diversi. Non solo Metta che ci riproverà. Ci sono Dibisceglia, preferita al medico Rocco D’Alessandro, l’ex renziano Di Santo con le sue civiche e il gentiliano Tommaso Sgarro solo nel campo progressista. Se a Manfredonia è il centrosinistra ad essere frammentato e confuso, nel Basso Tavoliere il dopo Metta ha creato molta litigiosità nel centrodestra.
L’ex sindaco ed eterno candidato Antonio Giannatempo ha fatto sapere alla coalizione di non voler correre per la carica di primo cittadino, al suo posto i Fratelli d’Italia starebbero puntando sul massimo oppositore del penalista in questi anni, Gianvito Casarella (foto sopra), che però appare abbastanza divisivo. La Lega ha dalla sua il commerciante Vincenzo Specchio, anche se qualcuno vorrebbe convincere Marco Trombetta, ex candidato alle scorse regionali. “Giannatempo avrebbe fatto il nome di Casarella, un candidato smart. Fin troppo smart aggiungo io, anche se per me non è affatto giovane, non ha una visione cultural politica innovativa, rappresenta i vecchi schemi. La bassa affluenza alle urne a Cerignola testimonia che i cittadini non hanno più fiducia sulle sigle di partito, noi ci siamo costituiti come movimento civico”, spiega Di Lernia.
“Serve una nuova stagione cultural politica, Gianvito Casarella dovrebbe convincere anzitutto quelli del suo partito politico. Nella Lega la massima espressione è Marco Trombetta, che è stato il più suffragato a Cerignola, nonostante nessuno nel partito lo appoggiasse. Ecco Cerignola merita rispetto, mi auguro che tutti i segretari e le associazioni comprendano il momento, senza ideologismi e risentimenti o peggio tatticismi che portano solo improvvisazioni delle lobby: togliamo la casacca di campanile e mettiamoci la tuta di servizio, dobbiamo abbandonare quell’ottica della percentuale dei consensi, che fa bene solo ai capi di partito, dobbiamo mandare a casa un ceto dominante disastroso per Cerignola”.
Ma Cerignola non ha già visto il fallimento della politica delle liste civiche con Metta? “Certo, sono un moderato, non ho mai seguito la politica mettiana, perché lui ha rappresentato una involuzione della politica, la gente non sa più a chi credere. Lui dice che sono arrivati 100 milioni di euro a Cerignola. Ma al di là di 3 rotatorie e di qualche scuola ristrutturata non abbiamo visto nulla. Abbiamo visto però la Sia fallire. Il suo era un civismo di rottura, l’immobilismo in politica e questo lo sanno anche le pietre. Crea malanimo, i 4 anni di immobilismo di Giannatempo avevano stancato. Ma oggi serve un’operazione Lazzaro, c’è da fare molto. Non possiamo permetterci che rivinca Franco Metta”.
Ecco perché i Popolari e l’associazione Insieme per Cerignola puntano su un uomo di esperienza come Francesco De Cosmo, rappresentante dell’Associazione Alcide De Gasperi. “Casarella non ha la stazza e la colonna vertebrale per fare il sindaco, noi conosciamo lo stato di salute di Cerignola, serve una personalità che sappia amministrare bene e De Cosmo è un consulente noto in tutta Italia, conosce bene la macchina burocratica. Se ci chiedono di fare le Primarie con De Cosmo noi le facciamo volentieri. Con i nomi messi in campo finora il centrodestra non arriverebbe al ballottaggio”, ratifica Diciolla. Insieme per Cerignola in quest’anno pandemico ha organizzato, con l’assenso dei commissari, 4 sanificazioni della città a titolo personale e gratuito e un banco alimentare. “Intendiamo continuare su questa strada”, annunciano.
