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Home » Ambientalisti contro il Parco del Gargano: “Senza piano e senza un consiglio direttivo”. Il caso dell’Oasi Lago Salso

Ambientalisti contro il Parco del Gargano: “Senza piano e senza un consiglio direttivo”. Il caso dell’Oasi Lago Salso

Di Redazione
31 Maggio 2021
in Ambiente&Turismo
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“Pur restando sconcertati dai modi (invece di programmare un incontro congiunto come un Ente Parco dovrebbe, si va avanti personali ai sottoscritti rei di una sacrosanta segnalazione) e dalla fraseologia utilizzata dal Presidente del Parco Nazionale del Gargano Pasquale Pazienza nei ridondanti comunicati stampa apparsi sugli organi d’informazione, il WWF di Foggia e Pro-Natura esprimono la volontà di fare chiarezza sullo stato dei luoghi e l’andamento delle indagini ancora in corso”. Lo riporta una nota del WWF Foggia sull’Oasi Lago Salso dove, secondo gli ambientalisti, sarebbero state apportate modifiche all’habitat naturale della zona.

“Quanto dichiarato dal presidente del Parco Nazionale del Gargano è frutto di strumentalizzazione e poca correttezza, infatti – spiegano Marrese (WWF Foggia) e Rizzi (PRO-NATURA) – nella segnalazione congiunta delle nostre associazioni, fra l’altro trattasi di ‘segnalazione’ e non denuncia, non abbiamo mai scritto di ‘dissodamento’ degli habitat (come afferma il comunicato stampa dell’Ente Parco!) bensì abbiamo chiesto semplicemente un ‘urgente verifica’ dello stato dei luoghi, ciò che fra l’altro sta accadendo in questi giorni e, attualmente, ancora in corso come precisato dai carabinieri. Quindi, contrariamente a quanto affermato dal prof. Pasquale Pazienza che ‘chiude la questione’ e afferma sinteticamente ‘che gli facciamo perdere tempo’, le cose non stanno assolutamente cosi.

Nonostante questo comportamento a dir poco anomalo del presidente Pazienza, siamo felici di aver svegliato dalla letargia il suo operato, ricordando che in quasi tre anni di mandato nessuna vera associazione ambientalista è riuscita ad interloquire con il Parco, a parte qualche piccolo comitato, e questo è grave soprattutto se ricordiamo che recentemente abbiamo visto lupi e aironi guardabuoi impiccati, malcontento sul Parco, un Parco Nazionale ancora senza Piano, senza Direttore, senza Consiglio Direttivo ove le uniche proposte partite dall’Ente Parco sono state la proposta di modifica della norma regionale che vieta in area protetta l’abbruciamento dei residui vegetali derivanti da lavorazioni agricole (norma esistente per ovvi motivi di tutela dell’ambiente), funivie (ovviamente dannose per il paesaggio garganico e la tutela delle specie selvatiche) etc.. La verità è che all’Oasi Lago Salso diverse decine di ettari tutelate e ricoperte da pascoli naturali ed altri habitat, sono state oggetto di pratiche agricole”.

Poi concludono: “Noi crediamo nella verità e non alle ‘rotoballe’ (come quelle viste nell’Oasi dove non dovevano mai esserci) e le bugie, come si dice, hanno le gambe corte. Concludendo, invitiamo il prof. Pasquale Pazienza alla trasparenza, iniziando a pubblicare i verbali, gli atti e tutte le informazioni utili per ricostruire ciò che sta accadendo nel Lago Salso, quindi meno rotoballe e più Natura in quella che era uno scrigno di biodiversità della Regione Puglia, ma soprattutto nell’operare rapidamente per la funzionalità di un Ente ancora incompiuto e indolente in un territorio che altresì ha urgente bisogno di fatti, azioni e concretezza”.

Pazienza: “Mistificazioni della realtà”

Risale allo scorso 21 maggio una nota del presidente del Parco del Gargano, Pasquale Pazienza sulla vicenda. La riportiamo: “Qualche giorno fa, presso gli uffici dell’Ente parco nazionale del Gargano, è giunta una segnalazione di presunti lavori presso l’Oasi Lago Salso ‘…che hanno comportato la messa a coltura di una notevole parte dei terreni vincolati alla creazione di habitat naturali in seguito alla conclusione della Procedura di Infrazione avviata – già parecchi anni orsono – dalla Commissione Europea, relativa alla non corretta applicazione delle Direttive 79/409/CEE e 92/43/CEE‘.

A seguito della segnalazione, il presidente Pazienza, già consapevole della sua infondatezza, ha voluto tuttavia indire lo svolgimento di un sopralluogo tecnico per dare definitiva certezza alla inesistenza della reclamata violazione di norme sulla tutela dell’habitat nell’Oasi Lago Salso. Il sopralluogo (svolto congiuntamente dagli organi di PG Carabinieri forestali, sezione parchi, dai funzionari dell’Ente parco e dall’agronomo delegato della Oasi Lago Salso SpA) è terminato con la redazione di un verbale ufficiale, nel quale è stata acclarata l’assoluta inesistenza delle questioni sollevate nella segnalazione. All’interno dell’Oasi Lago Salso non vi è stata alcuna attività di dissodamento di aree pascolive e/o di trasformazione di superfici in terreni coltivati. Nell’intera area dell’Oasi Lago Salso non è in corso alcuna attività illecita da sospendere e non vi è necessità alcuna di adoperarsi in azioni di ripristino di habitat deteriorati; non ricorrono responsabilità, omissioni o danni ad opera di alcuno. 

I segnalanti sono i Sigg. Vincenzo Rizzi e Maurizio Marrese. Mentre quest’ultimo è referente territoriale del WWF, il primo è rappresentante della Federazione nazionale Pro Natura, ma è anche stato membro del precedente Consiglio di amministrazione dell’Oasi Lago Salso SpA, quale espressione del socio di minoranza (Centro Studi Naturalistici onlus al 4%). Non sfugge all’attenzione dell’Ente Parco la mole di comportamenti riottosi e sobillatori posti in campo dal CSN onlus, sin dall’inizio della vicenda relativa allo scioglimento e alla liquidazione dell’Oasi Lago Salso SpA, che fu avviata a seguito dell’adozione di una delibera del 12.11.2019, votata all’unanimità dal Consiglio Direttivo dell’Ente Parco, su proposta di Pazienza, dopo aver verificato l’esistenza di una serie di irregolarità e mancanze nella gestione della Società (di cui il Parco è socio di maggioranza al 96%) governata, nei fatti, dal socio di minoranza CSN onlus. Non sfugge che le numerose mistificazioni e strumentalizzazioni operate dal CSN onlus, rappresentano tentavi di trascinare l’Ente Parco in una infinita e asfittica querelle, per indurlo a desistere dal suo intento di voltare pagina nella zona umida di Lago salso, ovvero quello di portare la gestione della Società in un alveo di correttezza amministrativa e di pieno rispetto delle norme di legge.  

Apprezziamo e sosteniamo chiunque si rivolga al Parco per denunciare illeciti in materia ambientale e approfittiamo per ringraziare i carabinieri forestali, che lavorano al nostro fianco per controllare e tutelare l’ambiente, ma ci dispiace di dover prendere atto che in questo caso ci troviamo di fronte all’ennesimo tentativo di mistificazione della realtà, finalizzato alla costruzione di becere strumentalizzazioni; il risultato è la perdita di tempo e di energie per gli uffici dell’Ente Parco nazionale del Gargano, notoriamente in sofferenza di organico.

Parafrasando Charles Darwin – dice in conclusione il presidente del Parco – riteniamo che gli uomini che sprecano il loro tempo, perché incapaci di usarlo fruttuosamente, sono uomini che non conoscono il valore della vita. Nell’Ente Parco vorremmo concentrarci a lavorare per affermare l’interesse generale associato alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente e non vorremmo più perder tempo a confrontarci con segnalazioni e denunce infondate e strumentali che, tra l’altro, provocano un grave danno d’immagine istituzionale e territoriale e che sarà fatto valere nelle sedi opportune”. (In alto, l’Oasi Lago Salso; nei riquadri, da sinistra, Pazienza Marrese e Rizzi)

Tags: Oasi Lago SalsoParco del GarganoWwf
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