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“Lui è Mahamadi, arrivato a San Giovanni Rotondo nel 2011, paese entrato sin da subito nel suo cuore, e lui nel nostro”. Inizia così il racconto pubblicato sulla pagina social della biblioteca di San Giovanni Rotondo dove un giovane africano ha conseguito il diploma di terza media dopo tanti sacrifici. “Abbiamo avuto l’immenso piacere di incontrarlo e, tra una risata e l’altra, ci ha raccontato il pericoloso viaggio affrontato nel deserto dal suo paese, Burkina Faso, fino in Libia, dove è vissuto due anni tra bombe e terrore, per poi ripartire verso Lampedusa e da qui, infine, il viaggio estenuante in barca per l’Italia.
Nella sua vita – spiegano – ha collezionato momenti di laceranti sofferenze, paure indescrivibili, crudeltà e miserie disumane, ma il suo amore incondizionato per la vita e la bontà che riesce a vedere in chi ha davanti gli ha sempre portato una carezza di speranza, tradotta nel sorriso dolce e raggiante con cui ci racconta quelle stesse storie che l’hanno segnato in modo indelebile, e che noi non potremmo mai comprendere totalmente.
Non basterebbe un libro per raccontare la sua storia e soprattutto le parole non basterebbero. Così oggi ci fermiamo a festeggiare il suo sogno, finalmente concretizzatosi. Ci riferiamo al conseguimento del diploma di terza media.
Quando incuriositi gli abbiamo chiesto del perché di questa scelta, ci ha fatto riflettere su quanto sia importante l’istruzione e l’avere quel ‘pezzo di carta’ che oggi è incorniciato e appeso sulla parete di casa sua come trofeo, assolutamente meritato e sofferto. È stato per lui fondamentale imparare a leggere e scrivere, cosa che noi diamo per scontato o che sottovalutiamo, ma che è alla base della quotidianità e dell’indipendenza che ha finalmente raggiunto.
Ricordiamo – concludono dalla biblioteca – che l’imperativo categorico della scuola è l’integrazione e l’inclusione di tutte e tutti indistintamente, a prescindere da qualsiasi altro fatto che non sia quello umano, e che l’educazione sana deve esser impartita in modo da formare gli uomini e le donne di una società più giusta e libera”.
