L’impianto accusatorio resta solido e potrebbe aprire a nuovi scenari. È quanto emerge dall’ordinanza di scarcerazione dell’ex sindaco Franco Landella, tornato in libertà in quanto decaduto dalla carica di primo cittadino di Foggia. Il Comune, infatti, è commissariato dallo scorso 25 maggio. Nelle motivazioni che hanno portato il gip Antonio Sicuranza a modificare la misura cautelare da arresti domiciliari a interdizione dai pubblici uffici per Landella, si legge: “Il decreto prefettizio del 25 maggio 2021 (lo scioglimento del Consiglio comunale, ndr) ha indubbio effetto sul grado delle esigenze cautelari evidenziate nei confronti di Franco Landella, privato del munus publicum di sindaco. Con l’ordinanza del 20 maggio 2021 si è peraltro posta in risalto la proclività a delinquere da colletto bianco del Landella, comunque pronto a mercificare il suo potere derivategli dall’essere titolare di pubblici uffici, ragion per cui nei confronti dell’indagato, il quale svolge le sue mansioni lavorative come ispettore dell’Asl di Foggia e quindi in un settore purtroppo statisticamente soggetto ad accordi corruttivi se non a richieste concussive da parte dei pubblici funzionari, deve applicarsi, in sostituzione della misura coercitiva degli arresti domiciliari, la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di ogni pubblico ufficio o servizio di cui sia titolare per la durata di mesi dodici“.
Restano gravi gli indizi di colpevolezza a carico di Landella e degli ex consiglieri comunali Antonio Capotosto e Dario Iacovangelo. Altrettanto delicata la posizione dell’imprenditore edile Paolo Tonti, confermato ai domiciliari in quanto potrebbe ancora incidere sull’apparato comunale; una stretta parente del costruttore lavora in un’importante commissione. “Le dichiarazioni rese dagli indagati nel corso dei rispettivi interrogatori di garanzia non hanno minimamente scalfito il quadro dei gravi indizi di colpevolezza emergente nei loro confronti – riporta il gip -, dovendosi anzi lo stesso ritenersi ancor più corroborato dalle dichiarazioni rilasciate il 28 maggio 2021 da Bruno Longo (sentito in qualità di indagato dai pm in presenza del suo difensore di fiducia), il quale ha anzi arricchito di ulteriori elementi il detto quadro, sia in relazione al caso dell’accapo Tonti, sia per la tentata concussione per l’appalto della pubblica illuminazione”. Nuovi scenari in vista? Nuove nubi sull’ex sindaco? Ai magistrati Longo ha riferito di aver appreso da un intermediario tra Landella e i vertici della Sitie Impianti Industriali spa che una tangente per l’appalto della pubblica illuminazione fu richiesta alla società; si tratterebbe di una mazzetta che sarebbe stata “effettivamente versata – si legge nelle carte del gip – nelle mani del suocero (deceduto) del sindaco”.
