Sui cieli della Capitanata rombano da giorni i caccia militari di quattro paesi dell’Alleanza atlantica, Italia naturalmente compresa. Ennesima esercitazione di alto addestramento tattico e militare per gli aerei ultratecnologici di quinta generazione, gli F35 del Trentaduesimo stormo di Amendola naturalmente compresi, anzi diciamo che è proprio su questi velivoli che si concentrano le principali funzioni di controllo dei piloti per testare macchine completamente diverse dagli altri velivoli militari e dotati di multiversioni ancora tutte da scoprire.
L’esercitazione si chiama “Falcon Strike 2021” e avviene a distanza di due anni dal primo grande summit su suolo foggiano da quando nell’aeroporto militare foggiano sono arrivati gli F35, con Usa e Regno Unito nel 2019. Questa volta ai due paesi anglosassoni si è aggiunta l’aeronautica israeliana che partecipa a questa missione con i suoi F35. Un’esercitazione aerea multinazionale, “uno degli eventi addestrativi – informa una nota dello Stato maggiore dell’Aeronautica – più importanti dell’anno organizzati dall’Aeronautica Militare, che fino al 15 giugno vedrà impegnati oltre 50 velivoli tra caccia, aerei da trasporto e da rifornimento in volo ed altri assetti di supporto”.
È la prima volta in cui si incrociano sullo stesso spazio aereo le due tipologie di F35, il caccia a decollo tradizionale (quello assegnato alla base di Amendola) e l’F35B a decollo verticale di stanza nella base della Marina a Grottaglie e in dotazione alla portaerei Cavour. “Operano insieme per la prima volta in Europa l’F-35A ed F-35B di quattro diverse Nazioni che hanno aderito al programma Joint Strike Fighter (JSF): Stati Uniti, Italia, Regno Unito e Israele. L’esercitazione, sotto il comando e controllo del Comando Operazioni Aerospaziali di Poggio Renatico (Ferrara) – informa l’Aeronautica – ha l’obiettivo di riprodurre uno scenario operativo in cui si svolgono operazioni aeree complesse con assetti di 5a generazione appartenenti a diverse nazioni. Gli scenari esercitativi sono stati creati per offrire agli equipaggi di volo ed ai team di supporto un contesto complesso, altamente mutevole e non permissivo, in cui potersi addestrare in varie tipologie di missioni, tra cui la protezione di assetti aerei di alto valore, le operazioni di Close Air Support, l’interdizione aerea con gestione strategica e tattica, il supporto alle forze speciali a terra, le operazioni di targeting dinamico”.
Le attività di volo vengono svolte all’interno di spazi aerei dedicati all’addestramento, nell’ambito dei quali saranno svolte attività EW (Electronic Warfare) e SBAD (Surface Base Air Defence); in tale contesto opereranno anche il sistema di comando e controllo/radar SIRIUS del 2° Stormo di Rivolto (Udine) e una componente SAMP-T dell’Esercito Italiano. (fonte gazzetta del mezzogiorno)
