“Il tavolo del centrodestra ha già chiuso su Gianvito Casarella, che è l’unico esponente politico a Cerignola che ha dimostrato coi fatti di essere contro la politica mettiana. Chi si oppone alla sua candidatura a sindaco deve comprendere che un simbolo vuoto non consente di avere diritto di parola. Prima occorre dimostrare di avere gli uomini per fare la lista. I giochetti di una volta non vanno più bene, questi bluff sono riconoscibili”.
Si esprime così a l’Immediato il coordinatore provinciale dei Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra che smentisce ogni ipotesi di ammutinamento della lista meloniana da parte dell’ala giannatempiana rappresentata da Salvatore Morano, Luca Reddavide, Franco Reddavide, Domenico Carbone, Michele Allamprese, Claudio D’Onofrio e Marco Merlicco.
Non manca chi si oppone alla opzione Casarella, La Salandra non lo nega. E sono per lo più i bastioni del centrodestra storico mascaniano: i Tatarella, l’azzurro Antonio Grillo, Vitullo. Persone che si erano fatte sedurre dal penalista e che potrebbero anche appoggiare una eventuale candidatura di Carlo Dercole, se Metta decidesse di fare un passo di lato. “I veti contro di lui sono di carattere personale e risalgono a quando Gianvito dopo il disfacimento del Pdl decise di militare per qualche tempo in Forza Italia. Lui è con noi nei Fratelli d’Italia dal 2017. I vari cinquantenni del centrodestra si sentono scavalcati dalla sua giovane età. Ma i forzisti hanno anche dimostrato troppa adiacenza con Franco Metta. Il caso Foggia ci insegna che non servono maggioranze disomogenee, altrimenti il sindaco si limita ad essere il capo di un consiglio comunale omogeneo. Solo Gianvito Casarella assicura una maggioranza omogenea”.
La Salandra è sprezzante nei confronti di alcuni soggetti politici. “Cambiamo è una scatola vuota, tutti sanno che Zamparese risponde ai Tatarella. Quanto a De Cosmo e i vari Di Lernia non li voglio proprio in maggioranza. Possiamo governare coi partiti, con maggioranze omogenee”.
