Arrivano le condanne del processo “Rodolfo” per le estorsioni all’imprenditore agricolo Curcelli, costretto a pagare il pizzo ai due principali clan della mafia foggiana. Non solo racket ma anche assunzioni imposte come quella di Dina Francavilla, sorella dei boss Emiliano e Antonello e moglie di Mario Lanza, tutti al vertice della batteria Sinesi-Francavilla. La donna non si recò mai al lavoro.
Nel secondo grado di giudizio, i giudici della Corte d’Appello di Bari hanno inflitto sei anni di reclusione per estorsione ad Antonello Francavilla, attualmente ai domiciliari nel Lazio. Pena più bassa rispetto agli 8 anni e 6 mesi del Tribunale di Foggia. Sei anni anche a Dina Francavilla, mentre al marito Mario Lanza la condanna è a 9 anni e 10 mesi, rispetto ai 7 anni e 6 mesi del primo grado. 2 anni a Marco Matteo Piserchia. Assolti, infine, perché il fatto non sussiste Vito Bruno Lanza 68 anni, detto “U’ Lepr”, al vertice del clan Moretti-Pellegrino-Lanza e il figlio 42enne Leonardo Lanza. Per altri imputati, tra cui Emiliano Francavilla, fratello di Antonello, il procedimento “Rodolfo” si è chiuso nei mesi scorsi con condanne definitive.
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