Per l’avvocato Francesco Di Feo, sindaco di Trinitapoli, l’incubo sembra non avere fine. La notte scorso incendiata l’auto della moglie, una Peugeot 208 coupé, parcheggiata sotto l’abitazione del primo cittadino. Sul caso indagano i carabinieri. Chiara, comunque, la matrice dolosa dell’episodio. Ma per Di Feo nulla di nuovo. Già lo scorso 4 novembre ignoti appiccarono un incendio nella parte posteriore della sua villetta a mare a Margherita di Savoia. Nei giorni successivi fu convocata una riunione tecnica di coordinamento delle forze dell’ordine, in seguito la Procura di Foggia aprì un’inchiesta.
“Bisogna dare ora un segnale forte – ha detto Di Feo -. C’è disperazione in giro e noi sindaci siamo troppo esposti. Serve un presidio, una presenza forte dello Stato”. La conclusione è amara: “Prima hanno cercato di incendiarmi la villa, ora la macchina. Cosa devo aspettarmi ancora?”. Solidarietà al primo cittadino è stata espressa dalla presidente del consiglio comunale, Nicoletta Ortix, la quale ha parlato di “ferma condanna per quanto di spiacevole è accaduto al sindaco. Si conferma il sostegno umano e istituzionale alla sua persona, nell’esercizio sereno del suo mandato”.

