La squadra mobile della Questura di Foggia, in collaborazione con personale del Commissariato di P.S. di San Severo e supportato dalle pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Settentrionale”, a seguito delle indagini coordinate e dirette dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un provvedimento cautelare emesso dal gip presso il Tribunale di Foggia a carico di tre soggetti, ritenuti, a vario titolo, responsabili di procurata evasione e resistenza a un pubblico ufficiale.
In particolare, lo scorso mese di aprile era stata disposta a carico di Benito Di Canito, classe 91,coinvolto nell’operazione “Ares” del 2019 e ritenuto vicino ai clan mafiosi di San Severo, la sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con quella più restrittiva della custodia cautelare in carcere. Tuttavia, in occasione dell’esecuzione del provvedimento, Di Canito è andato in escandescenza minacciando gli operatori di polizia e, grazie all’agevolazione di L.S., classe 92, soggetto già noto alle forze dell’ordine, è anche riuscito a sfuggire.
Le successive attività di ricerca da parte degli agenti della Polizia di Stato, immediatamente attivate a seguito dell’evasione con il coordinamento dalla Procura dauna, hanno consentito il 14 aprile scorso di individuare e arrestare Di Canito in località Marina di Chieuti. In quella circostanza, B.A., donna classe ’97 e compagna di Di Canito, si era resa responsabile, durante i controlli di polizia, di gravi condotte di resistenza a pubblico ufficiale.
Nei confronti di L.S., che risponde dei reati di procurata evasione e resistenza a un pubblico ufficiale, è stata disposta la misura cautelare del carcere. Di Canito e la sua compagna B.A. rispondono del reato di resistenza a un pubblico ufficiale. Per Di Canito è stato disposto il carcere mentre per la compagna gli arresti domiciliari.
