La lunga vicenda e il contenzioso del Consorzio Coop Casa e l’amministrazione foggiana sono un pezzo importante, anche se laterale, delle carte d’indagine sulla corruzione a Palazzo di Città, che coinvolge l’ex sindaco Franco Landella e alcuni esponenti della sua maggioranza. Per mesi durante il 2020, l’allora sindaco si batté per far rimanere le cose immobili riguardo alle richieste di Antonio La Salvia, presidente del Consorzio, che dagli anni delle planimetrie disperse della 164 della Giunta Ciliberti ancora non ha consegnato i 30 alloggi al Comune previsti dalla sua convenzione.
In mezzo c’era anche la questione della villetta bifamiliare nei pressi di Corso del Mezzogiorno di Saverio Normanno, Madaga srl, che, come si ricorderà, vinse la sua battaglia costringendo Coop Casa ad abbattere il rudere, che copriva la visuale alla villetta, rimasto bloccato dal contenzioso. A Normanno l’amministrazione Landella promise, al posto della transazione da 11 milioni, poi scesi a 4 milioni, un piano di riqualificazione in Via San Severo. Non se ne fece nulla, ovviamente.Tutte queste poste sono sicuramente elementi centrali delle intercettazioni in mano agli inquirenti.
Intanto, però, la commissaria prefettizia Marilisa Magno ha dato corso alle richieste di Coop Casa, rinforzate dalla giustizia amministrativa con la attualizzazione e la Novazione di Convenzione mediante retrocessione, permuta compensativa ed assegnazione di nuove aree tra il Comune di Foggia e il Consorzio Unitario Coop Casa, Società Cooperativa Edilizia per Azioni, per la cessione di parte delle aree in diritto di proprietà e di parte delle aree da assegnare in Convenzione individuate nel comparto Ordona Sud e comparto Biccari all’interno del P.d.Z. 167 vigenti per la realizzazione di n. 30 alloggi comunali e servizi per la residenza, quale atto aggiuntivo, modificativo ed integrativo di quello in essere per atto Notar Alba Mazzeo del 27.9.2010.
