Torna a parlare Antonio Niro, pentito della mafia foggiano-sanseverese, per anni collaboratore di giustizia dopo il suo rifiuto di uccidere il pm Giuseppe Gatti. Niro ha completato il suo percorso ed è ormai uscito dal programma di protezione. “Faccio una vita tranquilla e serena, a migliaia di chilometri dalla Capitanata – spiega a l’Immediato -, ma non posso rimanere indifferente davanti a quello che sta succedendo a San Severo, la mia città”.
Il centro dell’Alto Tavoliere è infatti scenario di una guerra senza esclusione di colpi, che non risparmia nemmeno i bambini. L’11 luglio scorso l’uccisione di Matteo Anastasio e il ferimento del nipotino di 6 anni, tuttora in coma a Bari, il 14 agosto l’omicidio di Luigi Bonaventura, freddato davanti ad un autolavaggio. Anche in questo caso è rimasto ferito, ma in modo lieve, un 12enne.
“Lo Stato c’è se noi riusciamo a denunciare – afferma Niro -. Io l’ho provato sulla mia pelle e su quella di mia moglie e dei miei figli. A San Severo temo che possano esserci altri agguati, per questo invito chi ha paura a farsi coraggio e a rivolgersi alla DDA di Bari o alla DIA di Roma. Possono contattare anche la Fondazione Antiusura Buon Samaritano. Recatevi soli, senza dire niente a nessuno e chiedete di parlare con i magistrati che si occupano della criminalità organizzata foggiana”.
Secondo Niro “a San Severo c’è tanta paura, più che vera e propria omertà. Si teme sempre che qualcuno possa spifferare notizie a chi non dovrebbe. I cittadini hanno paura di andare in Commissariato ed essere visti. Per questo ribadisco il mio appello di rivolgersi a DDA o DIA. Qualcuno può ancora convertirsi”.
Riguardo agli ultimi agguati commenta: “Non essendoci capiclan (tutti in carcere dopo l’operazione antimafia Ares, ndr), molti cani sciolti stanno provando a farsi largo nel mondo del crimine locale. Persone spietate e senza scrupoli”. Poi un appello a chi è ancora invischiato nel giro della mala: “Liberatevi di questo peso e inizia a collaborare. Basta con questo sangue. Il sangue non ha mai portato a nulla”. (video da rainews.it)