“La classe politica che ha affossato il DDL Zan non ci rappresenta, la società è molto più avanti”. Unito il mondo LGBT+ foggiano ha manifestato pur sotto una fastidiosa pioggerellina per evidenziare tutto il disappunto contro il voto segreto del Senato che ha definitivamente messo la parola fine sul DDL Zan.
In prima fila l’Arcigay con Alice Rizzi e il suo vice Valerio Carangella, l’Agedo con la presidente Rosa Pedale, l’Anpi, Amnesty International.
Presente anche tutta la Giunta di San Severo con il sindaco Francesco Miglio e i portavoce pentastellati Mario Furore e Marco Pellegrini e l’assessora regionale Rosa Barone.
Tantissimi i ragazzi e le ragazze in piazza con i colori arcobaleno. Tra di loro anche delle giovani in transizione, con profonda identità femminile.
A Foggia si è sentito molto anche lo scontro con le femministe storiche del Circolo la Merlettaia che come tutte le femministe hanno rilevato alcuni limiti lessicali del disegno di legge. Molte attiviste della differenza sono state insegnanti negli anni di tanti ragazzi diversi che in questi giorni si sono sentiti quasi “rifiutati” da coloro che difendono il sesso biologico delle donne e dei nati/e da donne.
Sul tema è molto netta la fotografa Maria Palmieri che a l’Immediato ha ricordato quanto ha scritto sui social.
“Il genere non è solo la percezione che ciascuno ha di sé ma anche il sistema socialmente costruito intorno all’identità stessa relativa al genere di appartenenza. Senza una evoluzione in questo discorso non ci sarà mai la possibilità di combattere contro i ruoli di genere prestabiliti dalla società. E visto che viviamo ancora in un mondo in cui il monopolio della forza e dell’informazione attraverso i mass media è nelle mani del patriarcato eteronormativo, razzista, classista e schiavista, non ne verremo mai fuori se si continua a lottare contro se stessi per una questione di terminologia o di cosa hai letteralmente nelle mutande. La liberazione sessuale degli anni 60/70 sta ora affrontando un livello superiore, l’obiettivo sono i corpi, tutti, finalmente liberi di esprimersi, e noi stiamo qui ad aver paura di questo? Vedo gente che parla di ritornare alla natura, non avendola magari mai osservata, altrimenti saprebbe che la natura non si ferma affatto al duale”.