Il candidato al Consiglio comunale di Manfredonia, Matteo Troiano (lista Fratelli d’Italia) è tra gli “impresentabili” secondo la Commissione parlamentare Antimafia. Come anticipato da l’Immediato, Troiano è stato indicato dal presidente Nicola Morra che in un video ha citato anche un candidato di Carmiano ed uno di Scanzano Jonico. Su Troiano pende una condanna definitiva a 4 anni e un mese di reclusione, oltre a 8.100 euro di multa, per il reato di riciclaggio consumato in concorso con altri.
Immediata la nota di Fratelli d’Italia sulla vicenda, a firma del commissario provinciale Galeazzo Bignami (foto sopra): “Apprendiamo che dai controlli della Commissione Parlamentare Antimafia è emersa la posizione di una persona presente nella lista di Fratelli d’Italia per l’elezione del Comune di Manfredonia. Tale persona, all’atto della presentazione della candidatura, ha prodotto regolare certificato penale rilasciato dal Ministero della Giustizia da cui non risulta alcuna condanna pregressa, vanificando quindi ogni possibile ulteriore valutazione sulla condotta del medesimo secondo gli adempimenti previsti dalla legislazione vigente in materia di candidature. Il medesimo aveva altresì sottoscritto il Codice etico di Fratelli d’Italia la cui puntuale compilazione è obbligatoriamente richiesta da Fratelli d’Italia per i candidati non iscritti, come nel caso della persona in questione. Il Codice Etico è strumento mediante il quale è prescritto che il soggetto dichiari tassativamente la propria posizione su diverse questioni, tra cui precedenti condanne. Esso – continua Bignami – consente di verificare la posizione della persona e, laddove sussistano ragioni ostative, consente di dichiarare l’incompatibilità con FdI a qualsiasi livello. La mendace compilazione del Codice Etico, come risulta nel caso in questione, costituisce un’evidente falsificazione rispetto alla quale FdI intende tutelarsi nelle competenti sedi legali”.
Secondo Bignami, “questa situazione evidenzia i limiti degli strumenti a disposizione dei partiti nelle verifiche a loro disposizione utili ad evitare che, a fronte di certificazioni giudiziali formalmente neutre, possano trovare spazio soggetti che, con controlli più incisivi, verrebbero esclusi a priori dalle liste. Come rilevato anche in sede di Commissione Antimafia proprio nell’esame della posizione in questione, non residuavano in capo a Fratelli d’Italia, stante la legislazione vigente, altri strumenti utili per verificare la posizione in questione. Per questo Fratelli d’Italia, come ribadito in Commissione, insisterà per potenziare i controlli a disposizione dei partiti per rendere sempre più rigorosa e stringente la verifica sulla integrità delle persone candidate nelle proprie liste. È infatti incomprensibile, come rilevato nel corso della seduta dal segretario dell’Antimafia Wanda Ferro con la condivisione di tutti i componenti presenti, che dalla certificazione giudiziale rilasciata dal Ministero non risultasse alcuna condanna pregressa a carico della persona in questione. La persona in questione – conclude Bignami – viene dichiarata sin d’ora incompatibile con qualsiasi attività di FdI, sia di carattere amministrativo che politico, di qualsiasi genere”.
