“Tra genitori e figli si apre la frattura di spazio e di tempo. Si allontanano anche abitando sotto lo stesso tetto. Qui passa tra loro la relazione tra due capi della stessa corda. In matematica esiste una complicata Teoria dei nodi. In narrativa esiste tra genitori e figli l’innumerevole narrativa dei nodi”.
Così Erri De Luca, intervenendo alla prima uscita ufficiale del Libro Possibile – ha invitato il numeroso pubblico presente nel Teatro Adriatico di Vieste, a una riflessione sull’intricato e delicato rapporto tra generazioni, narrato nel suo ultimo libro. Parte da un dipinto di Marc Chagall che ritrae il padre a grandezza naturale, in una scala 1 a 1; ripercorre l’episodio biblico di Abramo e Isacco; e prosegue in un viaggio intimo e sincero che tocca la sua personale esperienza di figlio.
A Vieste, il noto scrittore napoletano, ha poi affrontato il tema della pandemia. “Questa mascherina non ce la toglieremo per il momento. Difficilmente ci libereremo di questo morbo, perché l’unico modo in cui si estinguevano le epidemie nel passato era con l’isolamento. Ora siamo in un mondo che non può essere isolato. Quindi, questa mascherina non ce la toglieremo facilmente, almeno fino a quando arriverà la medicina anti covid”. De Luca non risparmia critiche sui no vax e no pass. “Ho difficoltà ad usare la stessa parola che usano loro: libertà. Per me, invece, si tratta di licenza di non aderire alle misure di sanità pubblica. È una licenza che si prendono, non una libertà”. Erri De Luca ha poi spiegato che segni ha lasciato il covid sulla politica. “Ha lasciato dei segni importanti per quello che riguarda il primato della salute pubblica, un primato a danno dell’economia: una cosa unica, mai successa prima, ovvero la vita dei cittadini che vale più del pil”.