I produttori di latte della Capitanata rischiano “il collasso”, la situazione è davvero grave, insostenibile per il settore, ed è dovuta in parte all’aumento delle materie prime ma soprattutto alle remunerazioni troppo basse, ad iniziare dal prezzo del latte alla stalla, ormai sotto ai 40 centesimi, pagate dalle industrie lattiero casearie. A lanciare l’allarme è Giulio Colecchia, imprenditore zootecnico e titolare insieme ai suoi due fratelli dell’azienda F.lli Colecchia di Foggia.
“Stiamo vivendo una drammatica bolla speculativa. La remunerazione del prezzo del latte non è più sufficiente a coprire i costi di produzione, di questo passo saremo costretti a chiudere. A queste condizioni possiamo resistere non più di altri tre mesi. Lo dico con l’amaro in bocca: anche la nostra stalla potrebbe aggiungersi alle ormai tante del Foggiano che hanno cessato l’attività. Oggi in Capitanata gli allevamenti ancora attivi sono poco più che una ventina, troppo pochi per una terra che per anni è stata il cuore della tradizione pugliese agricola e zootecnica. È un dramma”. Gli allevatori dauni chiedono aiuto alle istituzioni. “Non per piangerci addosso, ma chiediamo interventi rapidi e tempestivi da parte della Regione e del Governo. A dire il vero la Regione Puglia con il suo assessore Pentassuglia ha preso a cuore il problema. Tutti devono capire che noi siamo quelli che movimentiamo un grosso indotto”.