É emergenza roghi nei ghetti di Capitanata. Dopo l’incendio nel campo rom di Stornara, dove hanno perso la vita due bambini, ancora un incendio è divampato tra le baracche degli insediamenti nelle campagne. Questa volta è accaduto lungo l’ex pista di Borgo Mezzanone, in un’altra ferita aperta del territorio della provincia di Foggia. Il rogo è scaturito dall’esplosione di una bombola del gas usata per creare calore. Stessa dinamica dell’incidente di Stornara, dove a causare l’incendio era stato un braciere.
Le basse temperature di questi giorni, infatti, stanno causando serie difficoltà a coloro che vivono in queste baracche fatiscenti. Fortunatamente, almeno per quanto riguarda quest’ultimo incidente, non ci sarebbero stati feriti, ma cinque baracche sarebbero state completamente distrutte dalle fiamme. Sul posto i vigili del fuoco per mettere in sicurezza l’area e reperire elementi utili per accertare le origini del rogo.

Nel frattempo Unicef e Camera Minorile di Foggia accendono i riflettori sui pericoli che corrono i bambini. “In provincia di Foggia sono centinaia i minori invisibili presenti nei ghetti. Vivono in baracche fredde d’inverno e roventi d’estate, in condizioni che negano loro i più basilari diritti alla salute, alla scuola, a crescere in luoghi caldi e sicuri, con un abbigliamento adeguato e una situazione igienico-sanitaria dignitosa. Quei bambini spesso sono fuori da un moderno sistema di educazione e inclusione”. Sono le parole di Anna Lucia Celentano, presidente della Camera Minorile di Foggia, e Maria Emilia De Martinis, presidente del Comitato Unicef di Foggia che – attraverso una nota congiunta – chiedono di intervenire subito con un cronoprogramma di interventi che coinvolga le autorità.
“Non esistono ‘bambini stranieri’, nessun essere umano ci è estraneo” – concludono Celentano e De Martinis. “In provincia di Foggia, all’interno della stessa città capoluogo e nel cuore del tessuto urbano non solo in periferia, persistono situazioni di inaccettabile degrado abitativo, con tante famiglie costrette a vivere in luoghi che non hanno i servizi, il calore, le condizioni di vivibilità che una vera casa deve garantire. La provincia di Foggia deve iniziare da qui, dal sanare queste situazioni, per risalire dal baratro in cui sembra piombata e costruire un presente capace di restituire alla collettività un barlume di fiducia nel futuro”. (Immagine di repertorio)
