La bonifica nell’area della “Fabbrica della Morte”? L’iter è iniziato nel 2014. Questa l’immediata precisazione di Michele Vaira, componente del CdA dell’Istituto Poligrafico, dopo il comunicato di Alternativa Libera che proprio stamattina annunciava l’inizio della bonifica. Ed infatti già ad ottobre 2015, in una lettera, Vaira smontava i presunti meriti del deputato Segoni, citato dai membri di Alternativa Libera Foggia.
“Apprendo, da notizie di stampa – scriveva Vaira -, che, a proposito delle rovine della fabbrica di iprite insistente nell’impianto foggiano dell’IPZS, un tale deputato Segoni abbia dichiarato di aver svolto un intervento risolutivo per dare luogo alle attività di bonifica del sito. Tale risolutivo intervento si sarebbe concretizzato in un’interrogazione parlamentare, in cui si evidenziava che, in un comune denuclearizzato come Foggia, vi siano i resti di una fabbrica di armi chimiche, potenzialmente dannosa per l’ambiente, all’interno di una struttura produttiva. L’accostamento, del tutto gratuito, tra il concetto di comune denuclearizzato e la fabbrica di iprite, che non presenta alcun profilo di radioattività, è solo l’ultima delle amenità contenute nell’articolo.
Come noto, siedo nel Consiglio di Amministrazione dal settembre del 2014. Ho inteso assumere questo incarico su sollecitazione di una forza politica di governo, che aveva a cuore l’interesse dell’azienda e della città.
In questi mesi ho lavorato in silenzio all’interno del CdA, rimettendo ogni comunicazione esterna agli organi ufficiali aziendali, impedendo alle stesse forze politiche che hanno proposto la mia nomina di strumentalizzare i (notevoli) risultati dell’azienda e in particolare dello stabilimento foggiano.
L’unica eccezione a questo impegno alla riservatezza si è resa indispensabile in relazione ad alcune notizie totalmente infondate circolate, guarda caso, in concomitanza delle elezioni regionali.
Oggi dovrò nuovamente rinunciare al mio desiderio di riservatezza, perché non è tollerabile che passi per vera una gratuita millanteria del deputato Segoni e di quanti fanno a lui riferimento.
L’interrogazione a risposta scritta, depositata il 10 settembre 2015, non ha (perché non può avere) alcuna efficacia causale rispetto alla già deliberata bonifica dell’area. In buona sostanza, è come se l’onorevole Segoni abbia fatto una scommessa su una partità già terminata.
La risposta del Ministero, in realtà, si limita ad informare il deputato Segoni dello stato di avanzamento del complesso iter per la bonifica del sito”.
I fatti
“Prima del mio insediamento (settembre 2014) – ricordava Vaira nella lettera -, vi è stata una lunga querelle tra IPZS e Ministero della Difesa sulla suddivisione delle (ingenti) spese per la bonifica, dichiarandosi il Ministero della Difesa estraneo all’attività di bonifica.
L’attuale CdA ha deciso, ben prima dell’interrogazione del deputato Segoni, di procedere a proprie spese all’intervento, riservandosi di procedere successivamente al recupero delle somme anticipate nei confronti del Ministero.
In buona sostanza, non c’era nulla di bloccato. Molto più semplicemente, con l’insediamento dell’attuale CdA dell’IPZS si è deliberato di affrontare la spesa, attivando un rapido iter tecnico (costituito da sopralluoghi, campionamenti, analisi di laboratorio, richieste di autorizzazioni) che sta procedendo velocemente.
Tra l’altro, proprio per celebrare l’importante traguardo raggiunto dopo decine di anni, ho chiesto e ottenuto, nel mese di maggio, di fissare la celebrazione del CdA del 22 settembre proprio nello stabilimento di Foggia.
A margine dell’incontro, anche alla presenza del Sindaco, tutto il CdA ha personalmente effettuato un sopralluogo sulle aree da bonificare.
Nell’occasione, il CdA è stato accompagnato dal nuovo direttore di stabilimento a visitare tutte le linee di produzione, che rappresentano un’eccellenza a livello europeo. Come già comunicato in precedenza, lo stabilimento di Foggia è destinatario, nel triennio 2015-2017, della quasi totalità degli investimenti dell’IPZS nel settore della produzione di bollini farmaceutici (quasi completamente internalizzata) e di targhe (nella cui linea è stata azzerata l’emissione di formaldeide). Detto ciò – concludeva Vaira -, continuerò a lavorare in silenzio, rimettendo agli organi aziendali la comunicazione istituzionale”.

