In merito alle vicende giudiziarie che negli anni passati hanno visto al centro delle attenzioni l’avvocata Angela Tarantino, moglie dell’attuale sindaco di Cerignola Francesco Bonito, l’ex assessore alle Politiche Giovanili e Sport della giunta Metta sciolta per mafia, Carlo Dercole, ha inviato una nota stampa: “La gravità dei reati commessi dall’avvocata Tarantino, per i quali è intervenuta la prescrizione, impone una discussione pubblica e politica che purtroppo nessuno ha sollevato”. Secondo Dercole, “la moglie dell’attuale sindaco, che ha fatto della legalità il cavallo di battaglia nel corso della campagna elettorale, faceva fare i ricorsi a persone decedute anni prima, il tutto mentre Francesco Bonito esercitava la professione di magistrato. In politica per molto meno ci si dimette. Bonito tace, così come tace il vicesindaco Maria Dibisceglia così attenta in passato alle vicende morali, esattamente come tace l’assessore alla Legalità Teresa Cicolella”.
E ancora: “Sottolineo che la Giunta Comunale ha allontanato il Comandante della Polizia Municipale, Francesco Delvino, perché condannato (poi prescritto) per lo stesso reato, associazione a delinquere. Perché ora tutti tacciono? – chiede Dercole -. Purtroppo non ancora sono consapevoli che il silenzio, molte volte, è più assordante di milioni di parole. La moglie del sindaco Bonito, per i reati penali commessi, é stata prescritta. Mi aspetto, però, una azione civile dall’Inps perché per il recupero dei soldi truffati ai contribuenti e dal momento in cui Bonito si autodefinì un galantuomo sappia che un galantuomo avrebbe chiesto scusa per conto della moglie e si sarebbe dimesso.
Francesco Bonito, perché non si dimentichi, é stato votato perché si autodefiniva la ‘Luce della Legalità’, votato da tutti i partiti di centrodestra e centrosinistra, da Antonio Giannatempo, candidato sindaco di Fratelli d’Italia, a Tommaso Sgarro, candidato alternativo della sinistra cerignolana, dalle inumerevoli liste civiche che hanno creduto nella legalità rappresentata da Bonito.
In nome della Legalità sono stati affidati incarichi di lavoro, a trattativa privata, al cognato del sindaco, sono stati fatti affidamenti diretti ad amici e ‘compagni’ candidati nelle liste del centrosinistra, è stata revocata la costituzione di parte civile del Comune di Cerignola contro Gerardo Biancofiore, rinviato a giudizio per tentata corruzione ai danni del già sindaco Franco Metta”.
A parere dell’ex assessore, “la ‘luce della legalità’ di Cerignola si ritrova con la moglie prescritta per associazione a delinquere e truffe. Chiedo alla politica cerignolana e al Vescovo di Cerignola – Ascoli Satriano, Mons. Luigi Renna, se a Cerignola con Francesco Bonito sia tornata la legalità in comune. Dal momento in cui si è tanto discusso di questione legale non vi sembra sia giunto il momento di discutere di questione morale?”.
