CIA Agricoltori Italiani Capitanata, Coldiretti e Confagricoltura hanno convocato un incontro tra produttori, parte industriale e organizzazioni agricole per trovare un accordo che scongiuri la crisi della filiera del pomodoro.
La mancata definizione, in sede di contrattazione, del prezzo riconosciuto ai produttori per il pomodoro da industria 2022 è stato al centro del confronto ed è uno dei problemi principali da risolvere. I prezzi riconosciuti lo scorso anno alle aziende agricole sono troppo bassi. Per decidere se trapiantare oppure no, i produttori hanno diritto di sapere quanto verrà pagato il pomodoro da industria nella campagna 2022; a quanto ammonta la produzione ancora in magazzino; quali e quante potranno essere le superfici coltivate e quantità di prodotto che permetteranno un punto di equilibrio soddisfacente e sostenibile tra le parti per la campagna 2022.
Le incognite sui prezzi da una parte e il rincaro forsennato dei costi di produzione dall’altra: sono questi i due fattori principali che, secondo le imprese e le organizzazioni sindacali degli agricoltori potrebbero portare a una riduzione del 20-30% delle superfici coltivate a pomodoro per la stagione che si aprirà con le prossime piantumazioni. Ad oggi, la parte industriale non ha ancora fornito il dato sulle scorte di pomodoro al 31 dicembre 2021. A Foggia si producono annualmente non meno di 23 milioni di quintali di prodotto. Gli imprenditori hanno diritto a essere messi nelle condizioni di programmare gli investimenti avendo tutti gli elementi sui quali fare un’analisi costi-benefici, soprattutto alla luce dei rischi crescenti ai quali sono esposti rispetto a calamità e aumenti dei costi di produzione.
Sulle questioni messe in evidenza dalle aziende agricole occorre trovare un punto d’incontro, riequilibrando la bilancia dei rapporti di forza.