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Home » La sanità pugliese è roba da uomini, polemiche per la foto dei nuovi manager. “Giri di potere difficili da rompere”

La sanità pugliese è roba da uomini, polemiche per la foto dei nuovi manager. “Giri di potere difficili da rompere”

Di Redazione
17 Febbraio 2022
in Sanità
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ciao ciao: "" -

(Fonte Repubblica Bari). Una giacca rosa, su sfondo chiaro, in mezzo a quattordici giacche scure. La fotografia ha una potenza che supera le parole e svela con precisione che in Puglia la sanità è un affare da uomini. Almeno nelle stanze del potere. Una sola donna manager della sanità regionale: unica nominata da un governo di centrosinistra che ha fatto della parità di genere e dell’equilibrio della rappresentanza una battaglia. Ma solo fino a un attimo prima di scegliere, con i fatti, di smentire le parole.

Si può allargare lo sguardo oltre i bordi dell’immagine. E scoprire così che questo avviene in una regione che con una legge, solo un autunno fa, ha ribadito che la parità di genere “è il presupposto per un sistema equo di cittadinanza e convivenza per lo sviluppo socio-economico del territorio”. Una regione che ha una donna presidente del consiglio regionale. Numero di donne in giunta: due. Numero di donne ai vertici nelle commissioni consiliari: zero.

Avviene in un settore, quello della sanità, dove le donne rappresentano la grande, grandissima maggioranza: due terzi circa del totale. Avviene, infine, che la foto nell’hub della Fiera del Levante sia scattata mentre poco lontano si celebrava il record italiano di vaccini contro il Covid somministrati da un sola persona: 25mila. Un record che ha il volto e l’impegno di una dottoressa, Antonella Spica. Una donna, in mezzo a tante donne e tanti uomini della sanità.

“Certi giri di potere sono difficili da rompere”, protesta l’avvocata Tea Dubois per la Rete delle Donne costituenti pugliesi dopo aver visto le nomine. “Su undici postazioni solo una è stata assegnata a una donna. Come dire il posto di bandiera, o dell’ipocrisia a seconda dei punti di vista.Ma questa volta è ben più grave, perché tutto avviene in aperta violazione dell’art.13 comma 1 della legge regionale 35/2021, osannata come legge sulla parità salariale, che in realtà di buono aveva soprattutto alcuni punti fermi e principi di riferimento. Calpestati senza alcuna motivazione, appunto. E non è questione di quote. Le donne, pilastro della lotta contro il Covid, sono pressoché inesistenti tra chi la governa! Adesso vorremmo sentire la voce delle donne che nelle istituzioni regionali ci sono e non proferiscono parola, né assumono iniziative di senso. E a nulla serve preparare cerimonie e celebrazioni per il prossimo 8 marzo”, avverte Dubois.
“È sempre un lavoro di squadra”, ha ringraziato nel frattempo la dottoressa Spica ricevendo la sua targa a Bari, dopo aver raggiunto con i vaccini migliaia di persone più fragili. Una donna, una di tante. (Fonte Repubblica Bari)

Il commento di Rosa Barone: “Ruoli al vertice una chimera per le donne”

Sul caso è intervenuta anche l’assessora regionale al Welfare, la foggiana Rosa Barone: “Guardando la foto che ritrae i nuovi vertici delle Asl pugliesi, si capisce che la strada è ancora lunga e c’è tanto da fare, in termini di parità di genere. Una sola donna, Tiziana Di Matteo e il resto, uomini. Sebbene il numero delle professionalità interne alle Asl sia assolutamente a netta prevalenza femminile, a tale proposito ricordo un evento del mese scorso, organizzato dall’Asl Bari, dove si fotografava questa ‘invasione femminile’, i ruoli al vertice sembrano essere ancora una chimera, per le donne. Questa è la vera sfida, il cambio culturale nel Paese, tale per cui le donne abbiano semplicemente le stesse opportunità, non vie preferenziali, ma pari trattamento, un diritto da non ricordare o celebrare solo l’8 marzo. Ovviamente il nostro impegno è in campo, ogni giorno”.
Tags: sanità puglia
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