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Home » L’incubo Energas tocca anche Foggia, associazioni scrivono a Landella: “Si faccia sentire”

L’incubo Energas tocca anche Foggia, associazioni scrivono a Landella: “Si faccia sentire”

Di redazione
21 Febbraio 2018
in Lettere
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Al Sindaco del Comune di Foggia Franco Landella

Al Vice Sindaco Erminia Roberto

Al Presidente del Consiglio Comunale Luigi Miranda

All’Assessore all’Ambiente Francesco Morese

e, p.c., Al Presidente della Provincia di Foggia Francesco Miglio

LETTERA APERTA DEL CAONS AL SINDACO DI FOGGIA

È trascorso un anno da quando Le abbiamo inviato una nota esplicativa con la quale Le abbiamo illustrato, per sommi capi, il progetto che prevedeva, e prevede ancora, l’ubicazione di un mega deposito di GPL, proponente Energas/Q8, nella località di Santo Spiriticchio, in agro di Manfredonia.

Tale nota aveva lo scopo precipuo di coinvolgerLa nella questione e di portare all’attenzione del Consiglio comunale di Foggia, di cui Lei è il primo responsabile, un problema che, a nostro avviso, interessa non solo Manfredonia in quanto destinataria materiale di un impianto faraonico (il più grande d’Italia e forse d’Europa), ma anche Foggia a causa della sua dichiarata pericolosità. 

Perché Lei possa avere una esaustiva idea della grandezza dell’impianto che, peraltro, nascerà in un’area a elevato rischio sismico, Le forniamo solo un dato: capacità di 60 milioni di litri di GPL che saranno veicolati, per la loro distribuzione verso le destinazioni d’impiego, in parte tramite la stazione ferroviaria di Foggia con un transito di 200 convogli all’anno (ognuno dei quali avrà 12 ferrocisterne dalla capienza totale di 500 tonnellate di GPL), in parte tramite la Strada Statale 89, già di per sé ad elevato traffico, cui si registra un’alta percentuale di mezzi pesanti.

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Detta strada vedrà un transito di ben 11.300 fra autobotti per il trasporto del GPL (130 mila tonnellate all’anno) e autocarri per il trasporto di bombole (20 mila tonnellate all’anno). Saranno interessate alla circolazione delle autocisterne anche le altre strade provinciali e statali di Capitanata e, tra queste, la Statale 16, tra Foggia e S. Severo, dove continuano a verificarsi incidenti stradali gravissimi (un sinistro ogni cinque giorni).

Riteniamo che anche la città di Foggia, per mezzo della Sua persona, debba essere informata sulla pericolosità di questo impianto. La invitiamo, pertanto, ad essere presente al dibattito che, aperto da tempo, tende a scongiurare la nascita di un insediamento, per niente produttivo in tema di occupazione e in netta opposizione alle vocazioni del territorio.

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Le ricordiamo che il deposito nascerà, in linea d’aria, ad appena qualche chilometro da Siponto, dove tanti Suoi concittadini sono proprietari di villini e vi risiedono d’estate. La presenza di un colosso del genere nelle immediate adiacenze e l’arrivo di navi gasiere, di certo, influirà negativamente sul loro valore futuro.

Faccia sentire la Sua voce a tutti i livelli e si accodi alle decisioni dell’Amministrazione comunale di Manfredonia e a quella del suo popolo che ha espresso, nel Referendum del 13 u.s., un netto diniego con una massiccia partecipazione (il 53% degli aventi diritto), di cui il 97% ha detto NO all’Energas.

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Ora, più che mai, c’è bisogno del Suo aiuto e di quanti amano la Capitanata per le sue valenze storico-architettoniche ed archeologiche. Difendere il proprio territorio è un atto coscienzioso di chiunque, in special modo delle classi che detengono il potere politico e degli organismi socio-culturali.

Confidiamo in un Suo incontro.

Le porgiamo distinti saluti.

   CAONS

 (Comitato Associazioni operanti nel sociale)

Tags: CaonsenergasFoggiaFranco LandellaManfredonia
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