C’era anche il sindaco di San Severo, Francesco Miglio (sopra, a sinistra) alla presentazione dei fondi del Pon Legalità in Prefettura riservati ad imprenditori e commercianti che denunciano il racket e l’usura. Secondo il primo cittadino della città dei campanili, non bisogna scoraggiarsi se ancora latitano le denunce.
“Tra tante difficoltà e complessità, lo Stato centrale si è avvicinato a questo territorio rispetto agli anni precedenti – spiega a l’Immediato -. Prima si avvertiva di essere periferici, un modo di essere che ha fornito elementi su cui ha proliferato la criminalità. Omertà e acquiescenza alle mafie trovano terreno fertile se si è un luogo dimenticato, se si avverte la distanza dello Stato. In questo contesto hanno proliferato usura e estorsione, reati figli di quel convincimento di essere periferici rispetto allo Stato. Ora qualcosa sta cambiando. La perifericità sta venendo meno, perché la pratica Capitanata, la vertenza Capitanata è nell’agenda dello Stato”. Miglio si schernisce se gli si fa notare che la centralità della Quarta Mafia nel discorso pubblico nazionale è anche un po’ merito suo, che per primo chiamò l’allora ministro dell’Interno Marco Minniti ad una attenzione su San Severo e sulla provincia di Foggia.
“L’iniziativa del Pon Legalità è una delle molteplici iniziative in campo- aggiunge- ma le denunce sono processi lenti, tra l’acquiescenza e la collaborazione con la giustizia ci passa l’Oceano Atlantico, bisogna essere pazienti e fiduciosi. Sono fondamentali due aspetti a mio parere: l’azione delle associazioni di categoria e il ruolo della comunicazione locale e nazionale. Non bisogna arrendersi se non c’è la fila agli sportelli della legalità per denunciare, non bisogna pensare che la Capitanata è una terra perduta, il disfattismo sarebbe la peggiore sciagura. Anche i media non devono essere disfattisti, non bisogna raccontare il territorio con gli occhi dei dati e dei numeri. Non veicolerei il messaggio che zero denunce vuol dire che il territorio è finito. Dobbiamo continuare a provarci. Ci sono arrivati territori molto più difficili e degradati del nostro. I reati hanno collassato il motore economico della nostra terra, la risalita necessita di tempi lunghi”.
