Chiusa l’istruttoria nel processo a Francesco D’Angelo, killer reo confesso dell’ex fidanzata Roberta Perillo. Oggi ultimo teste della difesa, un medico in pensione che ebbe un colloquio con l’imputato a gennaio 2019, pochi mesi prima del femminicidio, avvenuto in un’abitazione di San Severo. Il giudice Talani ha rinviato il procedimento penale al 25 marzo per la discussione della pm Rosa Pensa e delle parti civili, gli avvocati De Rossi. L’8 aprile, invece, toccherà all’avvocato di D’Angelo. Successivamente è prevista la sentenza che arriverà entro la primavera.
Il verdetto ruota intorno alle consulenze tecniche delle parti, tra cui quella del noto criminologo Alessandro Meluzzi, chiamato dai legali della famiglia della vittima per confermare la capacità di intendere e di volere di D’Angelo. Di parere opposto la difesa. Il processo, in corso presso la Corte d’Assise di Foggia è fortemente tecnico e le testimonianze raccolte nelle varie udienze avrebbero aggiunto meri dettagli al quadro generale. D’Angelo, mai presente alle udienze, si trova detenuto in carcere in un’ala dedicata a pazienti con presunti problemi psichiatrici.
