Duro botta e risposta tra gli emilianisti e il presidente della Provincia Nicola Gatta. Le deleghe e il coinvolgimento del centrista Giuseppe Mangiacotti, che in barba alle dichiarazioni del sindaco Antonio Potenza, si è seduto nella squadra di Gatta, hanno destabilizzato gli eletti di centrosinistra. “Comincia davvero male il nuovo corso del rinnovato Consiglio provinciale, perché inizia all’insegna di una gestione da autocrate da parte del presidente Nicola Gatta, a dispetto del regolamento dell’assemblea e delle dichiarazioni di facciata sulla disponibilità, da parte sua, a collaborare con tutte le forze politiche nell’interesse generale della provincia di Foggia”. Così il gruppo consiliare provinciale di Insieme per la Capitanata è entrato nel merito delle decisioni assunte dalla maggioranza nella recente seduta del Consiglio provinciale.
“Abbiamo votato coscienziosamente contro l’approvazione del Bilancio Consolidato dell’Ente”, fanno sapere i consiglieri di Insieme per la Capitanata, “supportati in questa nostra scelta dal parere contrario espresso dal Collegio dei Revisori. In coerenza con quanto evidenziato dai revisori, inoltre, abbiamo chiesto alla maggioranza che fosse ritirato l’accapo sul DUP, il Documento Unico di Programmazione, in quanto propedeutico al bilancio di previsione su cui i revisori hanno fatto sapere di non avere alcun elemento. Anche in questo caso, però, Gatta ha deciso di tirare dritto, approvando di fatto uno strumento vuoto così da decidere da solo le linee direttrici di una gestione da ‘uomo solo al comando’”.
“Dalla maggioranza, ci è arrivato più volte l’invito a collaborare, ma l’autenticità di quell’invito viene smentita da ogni singolo atto adottato in solitaria da Nicola Gatta e dai suoi consiglieri-seguaci. Ed è esattamente ciò che è avvenuto anche relativamente alle Commissioni. Durante l’ultima seduta, il presidente e la sua maggioranza hanno approvato l’istituzione delle Commissioni ma, contrariamente a quanto stabilito dal regolamento del Consiglio provinciale, non hanno voluto provvedere alla nomina dei componenti di quegli organismi. E’ una violazione palese del regolamento e Insieme per la Capitanata si riserva di interessare anche la Giustizia amministrativa per imporre il rispetto delle regole prese a calci dal presidente. E’ evidente che non si sia voluto procedere alle nomine così da poterle decidere in camera caritatis secondo il manuale Gatta, penalizzando chi non rinuncia – nell’interesse della collettività – a esercitare una funzione critica e di controllo democratico”.
“Dulcis in fundo, il presidente Gatta ha proceduto anche a ‘distribuire’ le deleghe ai consiglieri provinciali. Facciamo le nostre congratulazioni ai consiglieri ‘premiati’ dal ‘presidentissimo’, con l’augurio ai colleghi che quest’ultimo permetta loro di occuparsi realmente di ciò a cui sono stati delegati e di avere davvero voce in capitolo per poter svolgere ruolo e funzioni che discendono da quelle deleghe. Ce lo auguriamo sinceramente, ma i fatti degli ultimi anni e quanto accaduto nell’ultimo consiglio provinciale ci fanno dubitare che questo sia possibile. Insieme per la Capitanata non si sottrarrà alla propria responsabilità di fronte ai cittadini della provincia di Foggia. Continueremo a svolgere la nostra funzione responsabilmente e con scrupolo, affinché l’Ente Provincia di Foggia sia uno strumento democratico al servizio della collettività e degli interessi generali dei cittadini, non un giocattolo a completa disposizione del singolo che decide, dispone, fa e disfa come un autocrate, arrogandosi il diritto di fare carta straccia del regolamento che presiede al funzionamento trasparente e legittimo dell’assemblea provinciale”.
Non si sono fatte attendere le precisazioni del Presidente dell’Ente, Nicola Gatta. “Nessuna dichiarazione di facciata circa la mia disponibilità al dialogo con il Gruppo Consiliare “Insieme per la Capitanata”, per me parlano i fatti. Per ben due volte, nei giorni antecedenti la convocazione del Consiglio, sono stati invitati a riunioni concernenti diverse tematiche, ma alle stesse il Gruppo, nella sua interezza, non si è presentato, dimostrando la sua disomogeneità. Da questo si evince anche la contraddizione nei comportamenti, laddove, infatti, dichiarano di voler collaborare e poi votano contro a prescindere. Circa la costituzione delle Commissioni Consiliari, lungi da me entrare in sterili polemiche, mi limito a far osservare che è stato seguito l’iter previsto dal Regolamento delle Commissioni Consiliari, approvato il 10/04/2015 con deliberazione n. 12 del Consiglio Provinciale”.
