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“Abbiamo dato concretezza alla nostra disponibilità facendo il possibile per preparare una accoglienza dignitosa. Oggi abbiamo ospitato i profughi ucraini che saranno alloggiati all’ostello del Cammino che abbiamo allestito con tutti i servizi”.
Il sindaco di Troia, Leonardo Cavalieri, era presente ieri sera all’arrivo di 50 ucraini (2 uomini, 6 bambini e 42 donne) fuggiti dalla guerra: il più piccolo di anni ne ha 2, il più anziano 78. Con loro hanno portato anche un gatto e un coniglio. Hanno viaggiato per 28 lunghe ore, da Medika in Polonia fino al comune foggiano. Il primo cittadino, per rispondere a particolari esigenze, ha chiesto di alloggiare alcuni profughi nel Dopo di Noi.
Immediata è stata la risposta del presidente della cooperativa San Giovanni di Dio, Raffaele de Nittis, che ha messo a disposizione la struttura. “Lo ringrazio di cuore a nome di tutta la comunità”, ha chiosato il sindaco.
Le testimonianze
“Arrivo da Donbass e lì ci sono solo bombe”. Irina è una rifugiata Ucraina arrivata a Troia (Foggia) la scorsa notte a bordo del bus noleggiato dall’amministrazione comunale. “È tutto troppo brutto”, ha ripetuto Irina ai giornalisti. “La mia famiglia è divisa, si trova in altre regioni dell’Ucraina”. Ad accompagnarli il consigliere comunale Urbano di Pierro: “Siamo stati fermi 12 ore alla frontiera – ha riferito – i rifugiati hanno avuto problemi burocratici, poi c’era anche molto traffico”. Per cinque giorni (il tempo della quarantena) saranno ospitati nell’ex convento San Domenico, poi chi potrà raggiungerà parenti e amici in Italia. Di Pierro racconta ancora che gli ucraini “arrivano alla frontiera a bordo di autobus che li lasciano a due chilometri di distanza”, quindi “hanno dovuto fare la strada piedi: donne con passeggini e anziane con le stampelle”. “Sono tutte famiglie divise – prosegue – ho visto bambini che facevano coraggio alle mamme perché queste ultime ormai hanno gli sguardi distrutti; sono molto stanche, vengono da giorni e giorni di guerra”. Urbano Di Pierro racconta anche che “è una fila umana che non finisce mai; abbiamo scoperto che i supermercati sono stati adibiti a dormitori: c’è gente che dorme ovunque, non riuscivo a trattenere le lacrime”.