“Da ieri si è diffusa la voce, alimentata anche dalla stampa e dalla televisione, su un ipotetico fermo dell’autotrasporto per la giornata di lunedì. Non ci sarà alcun fermo”. Lo fa sapere il sindacato Unitras con una nota
“Tutto nasce – spiegano -da un comunicato stampa di una piccola associazione, Trasportounito, che scrive tra l’altro sul
proprio sito: ‘Ne dà notizia Trasportounito che precisa come non si tratti di uno sciopero né di una rivendicazione specifica’.
Si tratta di una semplice constatazione sul fatto che alcuni autotrasportatori si fermeranno, autonomamente, così come si sono fermati oggi, in quanto impossibilitati ad andare avanti non riuscendo a ribaltare l’aumento del prezzo sui propri clienti.”
La posizione di Unatras, di cui FITA CNA fa parte, è la seguente: “Gli 80 milioni di euro stanziati dal governo la scorsa settimana sono largamente insufficienti. Si attende una risposta immediata all’incontro del 15. Si richiedono credito d’imposta immediato, sterilizzazione dell’iva e lo scorporo del costo del gasolio dal servizio effettuato in modo da poter variare il prezzo in funzione dell’aumento del carburante. Risorse da recuperare attraverso la tassazione degli speculatori, che non sono i distributori di carburante, ma le società petroliere”.
“Il settore dell’autotrasporto ha dimostrato senso di responsabilità nel corso degli ultimi due anni – concludono – continuando a lavorare nonostante condizioni spesso impossibili. Anche oggi, visto il momento difficile di tutti, si comporterà con senso di responsabilità che però non potrà durare all’infinito”.
“Ai box” almeno 70.000 veicoli pesanti
Secondo una prima stima stilata sulla base dell’esito delle assemblee che si stanno svolgendo in varie regioni, domani non accenderanno il motore circa 70.000 mezzi pesanti (fra bilici e autotreni), in seguito alla decisione delle imprese di autotrasporto di non caricarsi di ulteriori oneri finanziari per l’impossibilità a far fronte da sole agli aumenti record nel costo del carburante. Solo grazie all’intervento in extremis di molte società della committenza, che hanno riconosciuto all’autotrasporto una parte degli extra costi in tariffa, il numero dei mezzi che non partiranno, non sarà di quattro volte maggiore.
“Ciò accade indipendentemente da qualsiasi sostegno e coordinamento – ha affermato Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – fornito dalla nostra Associazione a livello nazionale”. “Trasportounito, quindi, per evitare ulteriori contenziosi con la Commissione scioperi, nel ribadire che non è mai stato proclamato un “fermo nazionale”, non può far altro oggi che confermare come ciascuna impresa sia libera di decidere se continuare o meno a sottostare ad obblighi contrattuali gravosi ovvero a subire ricatti operativi e finanziari”.
