Una settimana ricca di eventi in provincia di Foggia per celebrare le vittime innocenti delle mafie. Questa mattina, teatro dell’antimafia, è stata la città di Monte Sant’Angelo insieme alle istituzioni e allo Stato, le scuole, la chiesa, le associazioni. Le agenzie educative, unite per sconfiggere la criminalità organizzata. La manifestazione rappresenta la tappa regionale di “Terramia | Coltura – cultura”, la ventisettesima edizione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera e Avviso Pubblico. “La criminalità organizzata – ha detto il sindaco Pierpaolo D’Arienzo, parafrasando un passaggio di don Luigi Ciotti – è forte perché è organizzata, noi siamo pronti a contrastarla con la nostra Comunità organizzata. Una cosa è certa, noi non arretreremo di un solo metro, saremo il presidio tra i delinquenti e il resto della città per bene”.
“È un modo per poter reagire alle offensive del crimine, e la comunità di Monte Sant’Angelo – ha ribadito l’arcivescovo del Gargano padre Franco Moscone – sta alzando l’argine alla malavita e alla violenza”. “La Capitanata ha voglia di voltare pagina – ha aggiunto Daniela Marcone di Libera. C’è tanta voglia di legalità. È pur vero che la criminalità non cede, ma vedere tante persone, soprattutto ragazzi, affrontare con determinazione questo tema è un buon segnale”. Molto più duro il vicepresidente nazionale di Avviso Pubblico, Michele Abaticchio. “Da una parte le organizzazioni criminali che si stanno infiltrando nelle amministrazioni pubbliche, nel sistema degli appalti; dall’altra parte presidi antimafia che purtroppo vanno avanti autonomamente senza nessun coordinamento. Il sistema dell’antimafia va riorganizzato, e ovviamente occorre l’aiuto dello Stato”. Ma lo Stato c’è? “Mah, lo Stato c’è ma non può essere rappresentato solo dalle Forze di polizia che tuttavia fanno quello che possono, ma anche da un sistema di logiche nuove. Oggi non mi sembra che ci sia un’azione seria e strutturata contro la mafia”.