Una vasta distesa di tulipani nella pianura di Foggia. È quella di Cascina Savino, alle porte del capoluogo dauno, i cui prati in questi giorni si riempiono di centinaia di variopinte bulbose. È qui che il poeta e paesologo Franco Arminio ha presentato il suo ultimo libro “Studi sull’amore”. Una giornata tra natura e cultura con il contadino innovatore, Giuseppe Savino, che ha fatto da anfitrione a centinaia di persone giunte da tutta la Puglia. “Quale sfondo più bello – ha detto Arminio – se non un campo di tulipani che sono i fiori dell’amore per parlare di bellezza?”. Il poeta di Bisaccia si è soffermato anche sul particolare momento che sta attraversando la città, spesso agli onori della cronaca solo per fatti negativi.
“Foggia è anche altro, la forza, la bellezza di questa città è soprattutto nella terra che per millenni ha sfamato queste popolazioni. Qui sta accadendo qualcosa di nuovo, sono al lavoro gli innovatori, e Giuseppe Savino è un grande innovatore. Oggi abbiamo celebrato una sorta di matrimonio tra l’antico e il nuovo. Foggia deve prendere ispirazione da una storia come questa per innovarsi e di lasciarsi alle spalle i problemi. Occorre lanciare nuove sfide piuttosto che indugiare al lamento, alla sfiducia e alle stupide guerre di campanile”. Intrattenendosi con gli ospiti presenti, Arminio ha affrontato il tema dello spopolamento nei piccoli borghi dei Monti Dauni, delle possibilità di incrementare il lavoro a distanza, e dei fondi del PNRR che finiranno per favorire solo i grandi centri a discapito dei piccoli comuni.