Sembrano trovare conferma i collegamenti tra l’omicidio del manfredoniano Giuseppe Ciociola e dei cerignolani Gerardo e Pasquale Cirillo, padre e figlio, tutti e tre giustiziati in campagna con un colpo di pistola alla nuca. Tutti trovati morti all’incirca nella stessa zona, le campagne tra Manfredonia, Zapponeta e Cerignola. Gli inquirenti – come riporta Ansa – hanno potuto ascoltare i momenti dell’esecuzione del padre e del figlio uccisi a fine luglio a Cerignola perché tenevano sotto intercettazione il telefono di Giuseppe Rendina, il 45enne di Trinitapoli arrestato per il duplice omicidio. L’uomo, infatti, era già sospettato dell’omicidio di Ciociola del 12 marzo 2021 e per questo era intercettato.
Dalle registrazioni si sentirebbero gli spari e le ultime parole di Gerardo Cirillo: “Giuseppe non dico niente a nessuno”. Dalle intercettazioni è emerso che verso le 15.30 del 30 luglio il primo ad essere ucciso sarebbe stato il 28enne Pasquale. Nell’audio a disposizione degli inquirenti si sente un colpo di pistola e poi un fruscio come se Rendina stesse spostando qualcosa di pesante. Mezz’ora più tardi si sente Gerardo Cirillo dire “Giuseppe non dico niente a nessuno”, frase seguita da uno sparo.
Resta ancora da cristallizzare il movente. Non si esclude la pista legata a questioni economiche. Si parla di un debito di 13mila euro, non è chiaro se siano soldi che il killer doveva ai cerignolani oppure il contrario. Rendina, durante l’interrogatorio di convalida del fermo, ha ammesso di conoscere le due vittime e di aver lavorato per loro nella raccolta dei carciofi. I corpi di Gerardo e Pasquale Davide sono stati ritrovati nelle campagne di Cerignola il 31 luglio, in sacchi di plastica, sotto decine di tubi di gomma. (In alto, i due Cirillo e Ciociola; sotto, Rendina)
