Via San Severo, nel cuore popolare di Foggia. È qui che ha inteso porre un suo comitato la candidata dem al collegio uninominale foggiano Valentina Lucianetti, che ieri ha inaugurato la sua presenza nel quartiere. Per essere presente nelle periferie malate di “solitudini”, per essere un punto di ascolto.
Per ora il dialogo però è con le associazioni culturali e sociali vicine alla leadership di Peppino D’Urso presidente del Teatro Pubblico Pugliese. Ci sono Rita De Padova, Rita e Alice Amatore col gruppo di giovani impegnati nel sociale, Roberto Lavanna del Csv, Tina De Michele, gli attori Dino La Cecilia fresco di Festival del Cinema di Venezia e Fabio Conticelli, Marco Maffei, Milena Tancredi della Biblioteca ragazzi e molti altri.
“Mancano 20 giorni alla fine di questa campagna curiosa mai fatta in estate. Il centrosinistra ha schierato le sue forze migliori – ha detto D’Urso presentando Lucianetti e Teresa Cicolella candidata al Senato -. Sono persone che vivono e che conoscono Foggia, qui con voi ci sono il mondo della cultura, della scuola, delle professioni. Cosa ci aspettiamo? Che il candidato di Pordenone venga qui 2 o 3 volte nella legislatura? Non per sfociare nel localismo ma noi abbiamo scelto tre professionisti con ruoli importanti che mettono a disposizione il loro spirito di servizio per il territorio in una logica di programmazione”.
In una campagna insolita con un 40 per cento di indecisi il PD crede di poter dire ancora qualcosa, nonostante il “vento delle destre”.
“Ho vissuto il brutto periodo dello scioglimento per infiltrazioni mafiose nel mio Comune, Cerignola. Volevo evitare questa campagna dopo le comunali e le regionali. Ci aspetta una campagna complicata con un vento sfavorevole. Ma dobbiamo smetterla di fare passare l’idea che la provincia di Foggia sia il bancomat del centrodestra. Come si può votare un partito con delle persone di un altro territorio? Come mai ogni 160mila abitanti lasciano il mezzogiorno per andare a lavorare al Nord! Mi viene l’ansia a pensare che Giulio Tremonti sia ancora ministro, lui che ha portato nel baratro il Paese. Bisogna dare risposte agli imprenditori che hanno difficoltà a reclutare personale”, è stato il discorso dell’assessora alla sicurezza della Giunta Bonito.
Emozionata e concreta Lucianetti: “È un comitato che parla alle solitudini, che vuole parlare di digitalizzazione delle famiglie. Scontiamo un tasso di dispersione scolastica altissimo. Chiediamo ai nostri elettori una lettera di intenti un contratto per le trattative. Il vento delle destre è un refrain che rischia di essere un uragano di solitudine per comunità come la nostra..
Sento in tutti voi che nonostante questo momento siamo chiamati ad un senso di responsabilità. I giovani chiedono connessione e punti per progettare. Chi va a Roma deve saperlo e deve dare risposte.
Devi percorrerle le strade di questa terra dove le madri gridano per il lavoro dei loro figli per rappresentarla. L’università deve parlare ancora di più alle esigenze del nostro territorio”.
Dura sulla sua diretta competitor, Maria Eugenia Roccella, candidata in quota Fratelli d’Italia, che fa della lotta all’aborto uno dei suoi principali temi politici.
Lucianetti ha ricordato di avere un dottorato in Bioetica. Conosce molto bene il tema.
“È inaccettabile che si voglia ingranare una retromarcia e ci si voglia portare indietro in altre epoche precedenti al 1975. Le donne non sono fattrici, noi dobbiamo pensare alla maternità consapevole per aiutare le famiglie, per aiutare chi vive il dramma di una scelta. I numeri di Roccella non esistono: nella nostra terra ci sono 365 aborti all’anno, uno al giorno. Per essere vicino alle donne cosa facciamo noi contro la violenza di genere? Cosa ci propongono? Il loro è uno schema mentale che va puntato e trafitto. Non ci poniamo indietro perché siamo di fronte ad un uragano. Ogni singola parola ha dignità per me”.
