“Undici lavoratori dell’istituto di vigilanza Cosmopol sono stati costretti a licenziarsi a causa dello sfruttamento e degli orari proibitivi a cui erano costretti a fare e subire”. A denunciare l’episodio è il sindacalista Usppi Massimiliano Di Fonso. “Infatti i dipendenti foggiani, dopo essere stati assunti con la promessa di lavorare presso il Comune di Foggia e dopo la diatriba fra Cosmopol e Metropol che ha visto spuntare l’istituto foggiano nei servizi di vigilanza al Comune, sono finiti in giro fra campi eolici e centrali elettriche da Bisaccia a Lacedonia e per finire a Napoli. Dodici ore di lavoro al giorno più due ore per andare e tornare dalle postazioni di lavoro”.
E ancora: “Riuscivano a raggiungere 320 ore di lavoro al mese, altro che schiavitù. Ma il brutto per alcuni di essi – continua – era quando bisognava lavorare sui blindati a Napoli città, infatti dovevano partire due ore prima da Foggia, fare circa 10 ore di vigilanza e poi tornarsene a Foggia. Una odissea, una situazione lavorativa inaccettabile che ha costretto dopo aver resistito per tredici mesi, all’abbandono del lavoro anche grazie ad una proposta contrattuale ibrida, vale a dire ‘senza nulla a pretendere’. Quanto accaduto non può non essere preso in considerazioni dalle istituzioni preposte che hanno l’obbligo di vigilare ed evitare simili abusi. Presto – conclude – denunceremo il tutto agli organi giudiziari, ma vogliamo far capire a molti che Foggia è terra di conquista per alcune aziende, che sulle spalle dei lavoratori fanno affari”.


Cominciate voi dirigenti e politicanti a sospendervi dal servizio.
Grandi parassiti e nullafacenti.
Domanda: <>
Per quanto ancora dovremo mantenere codesta razza di sanguisughe?
“E io pago” … diceva Totò