
La VII commissione consiliare presieduta da Erio Congedo ha approvato a maggioranza la proposta di legge per l’istituzione di una commissione regionale di studio e d’inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata. Il testo che assorbe le due proposte di legge rispettivamente a firma della consigliera regionale del M5s, Rosa Barone e del capogruppo di Emiliano sindaco di Puglia, Sabino Zinni, e che si basa sui suggerimenti del Procuratore della Repubblica della Direzione Distrettuale Antimafia del Tribunale di Lecce, Cataldo Motta e dei soggetti auditi nel corso delle audizioni, è stato modificato, al fine di ridurre eventuali eccezioni di incostituzionalità. I commissari hanno deciso di rinviare all’Aula la presentazione di ulteriori emendamenti, con l’auspicio, da parte dei due consiglieri proponenti, di non caricare il provvedimento di elementi che potrebbero vanificare le finalità della commissione.
Come si legge nel testo, si tratta di un organo consultivo per approfondire la conoscenza dei fenomeni mafioso e corruttivo e per adottare iniziative che rafforzino la cultura della legalità. In collegamento con la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, ha compiti di monitoraggio sulle attività della criminalità organizzata di tipo mafioso, con riferimento particolare anche alle ecomafie. Collabora invece con l’Anac e il responsabile anticorruzione della Regione Puglia per quello che riguarda la corruzione negli appalti e finanziamenti pubblici. La commissione svolge attività di verifica e vigilanza sulle attività dell’amministrazione regionale , e ne trasmette una relazione al Consiglio regionale, Anac e Commissione parlamentare. Ha inoltre il potere di sollecitare l’azione ispettiva degli organi competenti e di richiedere audizioni e acquisire documenti.
Perplesso De Leonardis: “Aspetti tecnici poco chiari”
“Pur apprezzando il lavoro e l’impegno profuso dai colleghi componenti la VII Commissione, e l’autorevole contribuito apportato dalle personalità audite nel corso delle varie sedute, alla fine del percorso che ha portato alla stesura del disegno di legge sull’istituzione della Commissione regionale di studio e inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata in Puglia, Area Popolare non è riuscita a superare le perplessità iniziali intorno a questa iniziativa, che sono piuttosto aumentate in fase di elaborazione del testo e hanno determinato il nostro voto di astensione, in attesa di ulteriori valutazioni e riflessioni che verranno poi esposte in Consiglio regionale al momento del dibattito e dell’approvazione”. A dichiararlo è il consigliere regionale Giannicola De Leonardis, che prosegue: “Perplessità di natura tecnica, perché tanti passaggi ne rasentano l’incostituzionalità, e comunque rappresentano un perfetto viatico per polemiche e conflitti di attribuzione tra competenze di Stato e Regione, peraltro con la campagna referendaria per la riforma costituzionale ormai entrata del vivo, e quindi in un momento politico decisamente poco opportuno e con un clima che rischia di diventare incandescente. Ancora, la durata prevista per tutta la legislatura appare in contraddizione con l’art. 31 dello Statuto che disciplina il carattere temporaneo delle Commissioni, e l’ordine pubblico non rientra certamente tra le materie di competenza regionale. Ed essendo la nostra funzione istituzionale di natura prevalentemente legislativa, che intervento e azione concreta possiamo produrre in un ambito così delicato, senza avere strumenti e prerogative delle forze dell’ordine e della magistratura – per fare solo due esempi – e senza rischiare di andare ben oltre le nostre competenze? Infine, anche per quanto riguarda inchieste e studi (oggetto della legge in itinere), da svolgere prevalentemente attraverso audizioni e richiesta di acquisizione di documentazione, si tratta di prerogative già appannaggio dei singoli consiglieri e delle Commissioni permanenti. Ecco perché la nostra percezione è quella di una legge-bandiera, che ovviamente verrà apprezzata dall’opinione pubblica ma di fatto rischia o di essere cassata appena approvata o di non produrre alcun risultato concreto. Ma la criminalità organizzata e il radicamento e la diffusione del fenomeno mafioso in Puglia sono fenomeni da tale gravità e incidenza sul tessuto economico, sociale e produttivo da meritare di essere combattute e sconfitte con ben altri strumenti, lontani da un populismo fine a se stesso e utile solo a conquistare visibilità mediatica e sui social, in particolare per chi intende e vive la politica come un fritto misto di slogan in servizio permanente effettivo”.
