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Home » Centrale a biomasse di Sant’Agata di Puglia, la denuncia: “Manca troppo spesso l’acqua”

Centrale a biomasse di Sant’Agata di Puglia, la denuncia: “Manca troppo spesso l’acqua”

Di Redazione
16 Novembre 2022
in Economia
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La senatrice Gisella Naturale (M5S) chiede un tavolo tecnico tra il Comune di Sant’Agata di Puglia, i vertici della centrale a biomasse che si trova in agro santagatese e Acquedotto Pugliese. L’obiettivo è quello di risolvere in maniera radicale e definitiva i problemi di approvvigionamento idrico delle aziende agricole del luogo che accolsero con soddisfazione lo stanziamento di fondi europei per la costruzione della condotta rurale ad hoc ma che ora, invece, condividono con la centrale.

“Seguo la vicenda da tempo – ha detto Naturale, che ieri ha effettuato un sopralluogo alla centrale insieme all’ingegnere Raffaele Fattibene – e ho intenzione di fornire il mio contributo fattivo alla sua risoluzione con l’ausilio di professionisti del settore. Sono troppo frequenti le interruzioni del servizio di fornitura dell’acqua, alternate a periodi in cui il flusso è erogato con una pressione bassa. Già ho ricevuto la massima disponibilità da parte del sindaco Bove e dei responsabili della centrale – che non è un nemico da combattere ma una risorsa per il territorio – per regolamentare questa convivenza”. La senatrice di Torremaggiore, che è vicepresidente della Commissione Parlamentare Agricoltura, Attività Produttive e Trasporti, si è resa conto di persona di quali siano le potenzialità dell’unica centrale a biomasse di paglia d’Italia.

“Ho partecipato ad un tavolo tecnico in centrale – ha detto Naturale – per conoscere il funzionamento della Linea Green dell’impianto a biomasse del gruppo A2A, che si trova in Contrada ‘Viticone’ ed è stato costruito nel 2013 ma è entrato in esercizio nel 2017. La sua produzione annua è di 160.000 Megawattora, equivalente al fabbisogno energetico di 46000 famiglie. L’impianto ha 45 dipendenti e 23 stagionali, ma anche un indotto considerevole, con più di 80 fornitori di biomassa del territorio per un totale di 160.000 tonnellate di paglia imballata e cippato di biomassa legnosa (sottoprodotti agricoli e forestali). A questi si aggiungano 20 società di trasporti. L’utilità della centrale è fuori dubbio – ha aggiunto la pentastellata – ma crea dei problemi di approvvigionamento idrico, che potrebbe essere risolto magari con un allaccio parallelo ad Aqp, perché altrimenti il territorio, che è prettamente rurale, continuerà a soffrire. Alla base dei problemi potrebbe esserci quello dell’autorizzazione fornita dal Comune di Sant’Agata di Puglia a poter usufruire di un flusso di 2 litri al secondo di acqua, equivalente al fabbisogno di circa 800 persone. Un flusso – aggiunge Naturale – di cui al momento la Centrale non ha neanche bisogno perché dichiara di utilizzarne di meno. La realtà è che l’acqua usata da centrale e comune proviene da un acquedotto rurale che si trova tra Ascoli e Castelluccio.  La centrale si rifornisce di acqua soprattutto nelle ore notturne, che in teoria sarebbero quelle meno utilizzate dai cittadini, ma in pratica sono quelle in cui gli agricoltori riempiono le cisterne e quindi la pressione risulta insufficiente. La soluzione è procurare altra acqua, magari interpellando Aqp, che deve incrementare la dotazione dell’acquedotto rurale che fornisce l’impianto e il paese di Sant’Agata. L’autorizzazione fornita alla Centrale a prelevare 2 litri al secondo – conclude Naturale – fu forse data con una certa leggerezza, ma sono convinta che questo problema, attraverso tavoli tecnici e con l’appoggio della sottoscritta e delle istituzioni, possa essere superato definitivamente”.

Tags: A2A Sant'Agata
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