Una raccolta fondi poco chiara e trasparente da parte della Lega dei Braccianti nei tanti ghetti di Capitanata in tempi pandemici e le diverse testimonianze di lavoratori non pagati dalla cooperativa Karibu della compagna Liliane Murekatete, che gestisce dei progetti Sprar e accoglienza in agro pontino.
È lunga la disamina del personaggio e del deputato Aboubakar Soumahoro fornita dal collettivo antifascista Jacob Foggia (“vecchi compagni d’un tempo”, scrive il Corriere) in un post social intitolato “Il fango negli stivali”, scritto all’indomani dell’insediamento del nuovo Parlamento quando il politico di Europa Verde e Sinistra si è presentato in aula con gli stivali da lavoro, in una protesta simbolica “da passerella”.
Lo scritto di Jacob, citato oggi dal Corriere della Sera, appare profetico rispetto alle attuali accuse rivolte dalla procura di Latina in seguito all’indagine ai danni della compagna di Aboubakar.
Ma chi frequenta i ghetti in provincia di Foggia, i suoi vecchi compagni di sindacato nell’Usb e tanti altri riconoscono da tempo nel leader e sociologo degli atteggiamenti controversi. Lo chiamano infatti “usurpatore di lotte” quelli di Campagne in lotta. A Repubblica la suocera del sindacalista, Maria Therese Mukamitsindo, giura che non un euro di denaro pubblico sia finito nelle sue tasche o in quelle dei suoi familiari. “Tutto è stato speso per i rifugiati, ai quali ho dedicato 21 dei miei 68 anni. Tutto è rendicontato e posso provarlo”.
La coop Karibu, nata nel 2001 nell’Agro pontino, dopo la Primavera araba gestiva 154 dipendenti per 600 posti letto, divisi in progetti Sprar e Cas. E per i quali riceveva dallo Stato fino a 10 milioni all’anno.
“Lui non si è mai interessato alla coop, né al Consorzio Aid di cui fa parte Karibu”, premette la moglie Liliane. “In famiglia non ne parliamo mai”.
Maria Therese invece lamenta quello che tutte le coop di questo settore usano come alibi: “Non abbiamo soldi da dargli perché lo Stato non ci paga in tempo! Nel 2019, quando Salvini ha ridotto da 35 a 18 euro il rimborso per migrante tagliando assistenza sociale, corsi di italiano e psicologi, ho lasciato l’accoglienza per dedicarmi a progetti di integrazione. Ho diminuito i dipendenti, ma 54 li ho tenuti. Karibu ha vinto i bandi ‘Perseò dell Viminale, ‘Perla’ della Regione Lazio e un altro con l’8 per mille. Tuttavia, tra burocrazia e Covid i fondi arrivavano anche dopo un anno e mezzo. Il mio errore è stato non licenziarli prima. Quando ci siamo accorti che gli anticipi dello Stato arrivavano con lentezza avrei dovuto avere il coraggio di farlo, ma li conosco da vent’anni e ho preferito aspettare”.
Liliane non ha dubbi: “L’obiettivo è chiaramente Aboubakar, vogliono affossarlo. Guarda caso un mese dopo il suo ingresso in Parlamento, e subito dopo essere andato a Catania per difendere lo sbarco dei migranti, scoppia questo scandalo”. (In alto, il deputato con la moglie)
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