Vent’anni dopo il terremoto del 31 ottobre 2002 il Comune di Casalnuovo Monterotaro è stato costretto a chiudere il contratto con le quattro unità dell’ufficio sisma (assunte ai sensi della legge regionale n. 27 del 25.09.2012), “in quanto non sufficienti le risorse regionali destinate per l’anno 2022 alla ricostruzione post-sisma”. Se si sommano anche i tecnici degli altri comuni del cratere (Casalvecchio di Puglia, Carlantino, Celenza Valfortore, Lucera, Motta Montecorvino, Panni, Pietramontecorvino, San Marco la Catola e Serracapriola) i tecnici rimasti senza lavoro sono oltre una decina. Michele Mainella è uno di questi.
“È assurdo che l’ufficio sisma di uno dei comuni più colpiti dal terremoto è stato smantellato. Casalnuovo è il comune con il maggior numero di perizie, le stesse che sono registrate in tutti gli altri centri del cratere. Nonostante ci sia ancora tanto da fare – afferma il geometra Michele Mainella – l’ufficio è stato chiuso, e io come altri colleghi abbiamo ricevuto il benservito. Ci hanno detto che i nostri sono contratti atipici, che non potevano essere confermati. Le varie istituzioni, a tutti i livelli, dovevano trovare una soluzione per regolare i nostri contratti, esattamente come hanno fatto in Molise dove hanno costituito l’Agenzia per la ricostruzione che di fatto ha sostituito gli uffici sisma, convogliando il personale in questa nuova struttura. Perché non lo si è fatto anche da noi?”
