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Home » Infermieri di famiglia durante le peggiori ondate Covid vanno a casa. Appello all’Asl Foggia: “Prorogare contratti”

Infermieri di famiglia durante le peggiori ondate Covid vanno a casa. Appello all’Asl Foggia: “Prorogare contratti”

Di Redazione
30 Novembre 2022
in Sanità
0
Sconforto, impotenza, stanchezza e paura ma anche tanta forza e il coraggio che si infondono l'un con l'altro convinti di farcela, di vedere la fine di questa emergenza salvando il più possibile vite umane. Sono questi i sentimenti degli infermieri del reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Cremona, dove da oramai tre settimane si sta lottando contro il tempo per curare i pazienti in gravi condizioni per il Coronavirus: mai un riposo, ogni giorno in "trincea".
ANSA/UFFICIO STAMPA OSPEDALE CREMONA

Sconforto, impotenza, stanchezza e paura ma anche tanta forza e il coraggio che si infondono l'un con l'altro convinti di farcela, di vedere la fine di questa emergenza salvando il più possibile vite umane. Sono questi i sentimenti degli infermieri del reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Cremona, dove da oramai tre settimane si sta lottando contro il tempo per curare i pazienti in gravi condizioni per il Coronavirus: mai un riposo, ogni giorno in "trincea". ANSA/UFFICIO STAMPA OSPEDALE CREMONA

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Quaranta infermieri in servizio all’Asl Foggia andranno a casa a fine anno. Una beffa per chi ha assistito le famiglie durante le peggiori ondate pandemiche del Covid. Il sindacato Fials ha scritto al commissario dell’Azienda sanitaria locale, Antonio Nigri, e alla Regione Puglia per trovare una soluzione “ponte”, con la proroga dei contratti co.co.co. in scadenza il 31 dicembre prossimo. “È una situazione incresciosa – commenta il segretario provinciale del sindacato Achille Capozzi – , questi infermieri, nel 2020, hanno risolto la difficoltà di ricovero dei casi positivi grazie all’opzione della cura nella propria abitazione tutti i casi paucisintomatici. La scelta, unica possibile per garantire le cure a tutta la popolazione, venne ampiamente condivisa anche dalla componente sindacale”.

“La Asl di Foggia – continua -, non avendo a disposizione, nel suddetto periodo, alcuna graduatoria utile da cui attingere, decise, nella emergenza, di utilizzare la forma di contratto Co.Co.Co. per soddisfare le necessità di personale infermieristico. Solo in un secondo momento il contratto venne trasformato in subordinato, passando da Co.Co.Co. a tempo determinato, ma il periodo utile per il conseguimento del requisito dei 18 mesi ormai non poteva più essere raggiunto. Il contratto Co.Co.Co., a quanto pare, non viene contemplato nelle Norme relative alla stabilizzazione Covid (18 mesi), creando così, di fatto, una reale discriminazione tra il personale che ha affrontato in prima linea la pandemia”.

“Ci rivolgiamo alle istituzioni – conclude – confidando nella già più volte dimostrata sensibilità, per poter affrontare in modo obiettivo la questione. Queste persone si sono impegnate al pari degli altri e meriterebbero anche loro di essere premiate. Si chiede, pertanto, di voler inizialmente prorogare l’attuale incarico a tempo determinato per poi prevedere, in qualche modo possibile, una stabilizzazione anche per loro”.

Tags: Infermieri
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