Carlantino, Celenza Valfortore e San Marco la Catola sono gli ultimi comuni della provincia di Foggia prima del Molise. Più volte i sindaci, ma anche i cittadini di queste tre comunità che si affacciano sul Lago di Occhito che li separa dalla provincia di Campobasso, hanno manifestato la volontà di volere abbandonare la Puglia.
“Fino a qualche anno fa – ha raccontato a l’Immediato il sindaco di Carlantino, Graziano Coscia – poteva essere solo una provocazione, ma oggi è molto di più. Sinceramente ci sentiamo più molisani che pugliesi. Campobasso è molto più vicina di Foggia. Con loro condividiamo tante cose, dai servizi sanitari alla scuola. Se qualcuno si sente male, si va a Campobasso, poco meno di mezz’ora d’auto, i ragazzi vanno a scuola a Campobasso. Oggi Carlantino ha poco più di 800 abitanti, in meno di vent’anni ne abbiamo persi circa 400, e ovviamente in queste condizioni i problemi sono tanti: vengono a mancare i servizi primari, fra non molto un altro medico del paese andrà in pensione e rischiamo di restare anche senza il medico di base. Dobbiamo invertire la rotta creando opportunità di lavoro e non chiacchiere e convegni”.
È stato uno degli argomenti che ha tenuto banco al secondo flash mob organizzato sui Monti Dauni dall’associazione “I Briganti dei Monti” e che si è tenuto proprio nel borgo di Carlantino. “Raccontiamo e presentiamo alcune storie di ripopolamento – ha spiegato Rossella Fascia -, di ragazzi che hanno deciso di tornare nei propri paesi di origine perché è bene che si sappia che non tutti fuggono dai Monti Dauni, c’è anche chi ritorna e ha scelto di vivere qui”.