Concerti jazz, serate musicali, degustazioni e presentazioni di libri. È un lungo elenco ma solo un assaggio di quanto proposto dalle Cantine d’Araprì di San Severo, famose per i suoi vini spumanti realizzati con il metodo classico. Un nome storico per la Capitanata, consacrato tra le eccellenze locali, ma che ha varcato indubbiamente i nostri confini accompagnando con le sue bollicine i momenti più lieti. Una perla preziosa incastonata nel cuore di San Severo, la cantina oggi apre i battenti ai visitatori ma anche a tutti coloro a caccia di una nuova esperienza che sappia abbinare il piacere della musica a quello della degustazione di uno spumante, un binomio vincente quello tra palato e cultura che conquista un target diverso pronto a sfatare i risultati delle più nere classifiche da anni collocano il nostro territorio nel fondo della qualità della vita. È l’innovazione che si reinventa con la tradizione, l’atmosfera magica di una cantina ricavata da un ex-convento che diventa location suggestiva per una serata intima sulla falsariga di un ritrovo culturale d’epoca. Un’idea che nasce dal principio come ci racconta Anna D’Amico.
La cantina diventa location privilegiata per la cultura. Come nasce questa idea?
L’idea del condividere e promuovere la cultura in tutte le sue forme artistiche nasce dal principio, dato che i tre soci fondatori sono legati dalla passione della musica jazz. Nel 2000 entriamo in possesso e ristrutturiamo i locali del vecchio ospedale dei pellegrini ed ex frantoio comunale, ribattezzato da noi in sala ArCA, Arte in Cantina. Si concretizza così la possibilità di avere un luogo dove organizzare eventi culturali, da rassegne jazz a convegni, presentazioni di autori letterali e degustazioni eno-gastronomiche.
Boom di partecipanti: ve lo aspettavate?
Ciò che ci ha sorpreso è stata la voglia del pubblico di partecipare in maniera attiva agli eventi proposti. Le richieste di partecipazione sono arrivate immediatamente dopo la comunicazione delle date, richieste ed adesioni ricevute da tutta Italia. Gli spazi ridotti ci limitano a grandi numeri, ma ci piace avere il numero giusto di partecipanti per garantire sempre la massima qualità
Gli eventi che proponente abbracciano la cultura ad ampio raggio: come li veicolate per promuovere anche la filosofia dei vostri prodotti?
L’idea di investire il nostro tempo sulla comunicazione attraverso la cultura, oltre la produzione dello Spumante Metodo Classico, rientra nella filosofia di raccontare il nostro prodotto, la storia delle Cantine d’Araprì e di San Severo e quindi il nostro luogo, il tutto finalizzato ad una maggiore qualità della vita, che purtroppo vede la nostra bella Capitanata agli ultimi posti nella graduatoria nazionale 2022. Sicuramente possiamo dire che lo Spumante per noi rappresenta a volte un’esca per far avvicinare il consumatore alla nostra filosofia ed ai nostri valori, portandolo in visita nei sotterranei settecenteschi e creando degli spazi temporali per musica e condivisione del territorio con l’eno-gastronomia.
Tra gli ultimi eventi Tempus Fugit, degustazioni verticali tra il tempo e l’uomo. Quale il filo conduttore tra lo spumante e la cultura?
Tempus Fugit nasce dalla voglia di far avvicinare il pubblico ad un altro aspetto dello spumante caratterizzato da aspetti organolettici complessi, proponendo annate che vanno dai venti ai trent’anni di affinamento sui lieviti. Mettendo in evidenza le proprietà longeve dei nostri vitigni autoctoni in primis il Bombino Bianco di San Severo. Dopo aver recuperato nelle nicchie nascoste della nostra cantina più millesimi di varie cuvée, decidiamo di organizzare una serie di degustazioni aperte al pubblico nella sala ArCa. Abbiamo voluto lasciare la guida della degustazione a vari esponenti del mondo enoico appartenenti alle varie associazioni che lo rappresentano: l’AIS (Associazione Italiana Sommelier), la FIS (Fondazione Italiana Sommelier) e Slow Wine a cui va la nostra ammirazione per il grande lavoro di educazione della cultura del vino svolta in questi anni. Con questi elementi ripercorriamo il Tempo con la Meridiana della meravigliosa chiesa romanica di San Severino che torna indietro attraversando i vari Anni e quindi i Millesimi in degustazione. Aggiungiamo l’elemento Uomo nella figura di 4 Ospiti, da noi ribattezzati Talenti, che nella propria Arte – Imprenditoriale, Visiva e Comunicativa – hanno percorso il tempo per raggiungere gli obbiettivi trasmettendo passione e professionalità. I talenti sono stati scelti non a caso nel nostro luogo, la Capitanata, per condividere quell’aspetto bello che a volte dimentichiamo perché sommersi da altre notizie meno lusinganti. Per ultimo ma non meno importante insieme a Michele Sabatino con i suoi prodotti gastronomici che raggiungo i migliori ristoranti stellati di Italia, ed i suoi collaboratori: Bonifacio, Vincenzo, Maria Pia e Monica, abbiamo realizzato quattro date con quattro millesimi ognuno delle nostre etichette: Gran Cuvée XXI Secolo, RN, Brut Rosè e Gran Cuvée XX Secolo, ognuna abbinata ai suddetti prodotti.
Manca poco al brindisi di San Silvestro. Quale bottiglia non può mancare sulle nostre tavole?
Come per un genitore è difficile indicare il figlio preferito, lo stesso è per noi. Riteniamo che ognuna delle nostre cuvée si esprima in modo diverso nei vai momenti della giornata, dall’aperitivo al tutto pasto. La sola cosa che possiamo suggerire è quella di iniziare e finire con lo spumante, perché se la bollicina ci dà quella sensazione di leggerezza in realtà nasconde bene la struttura e gli anni di affinamento sui lieviti, che permettono agli Spumanti delle Cantine d’Araprì di abbinarsi a 360 gradi.
