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Home » Racket nei cantieri, il “regalino” alla malavita foggiana per recuperare l’auto. “Bisognava pagare per il fastidio”

Racket nei cantieri, il “regalino” alla malavita foggiana per recuperare l’auto. “Bisognava pagare per il fastidio”

Di Redazione
5 Gennaio 2023
in Inchieste
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ciao ciao: "" -

Estorsione con cavallo di ritorno a Foggia. Emergono ulteriori particolari sull’operazione di procura e carabinieri che ha portato all’arresto di Giovanni Russo, 47 anni, Giuseppe Bruno, 30 anni, Antonio Lanza, 46 anni e Pompeo Piserchia, 40 anni, tutti ai domiciliari. Bruno si trova in carcere per altra vicenda, a settembre i carabinieri lo arrestarono per le gravi intimidazioni ad un imprenditore locale. Ben noto anche Piserchia, fecero discutere i suoi video del “pellegrinaggio” con la famiglia a Capaci e sulle tombe dei boss di Cosa nostra Provenzano e Riina.

Stavolta c’è di mezzo un cantiere edile e una Panda trafugata. “L’azienda per il mio tramite ha pagato 700 euro quale regalino a Giovanni Russo per recuperare l’auto rubata”, ha dichiarato la vittima. Al 47enne – riporta gazzetta del mezzogiorno – sarebbe riconducibile la società “Security” che si occupa della vigilanza nel cantiere della ditta proprietaria del veicolo. Ora i quattro foggiani sono accusati di concorso in ricettazione della macchina, rubata lo scorso 2 aprile, e di estorsione perché per il ritrovamento dell’utilitaria avvenuto 48 ore dopo il furto sarebbe stata pagata una tangente di 700 euro da un geometra della ditta che aveva in uso l’auto.

I carabinieri che avevano in corso intercettazioni per un’altra indagine, hanno potuto seguire tutta la vicenda per poi interrogare il geometra che ha confermato “in pieno quanto emerso dalle intercettazioni, ossia l’interesse di Russo per il ritrovamento dell’auto previo pagamento di 700 euro” scrive la gip Marialuisa Bencivenga. “In due circostanze abbiamo subito il furto della Panda” disse il dipendente dell’impresa edile lo scorso 3 giugno rispondendo ai carabinieri: “Il primo furto avvenne il 2 aprile; due giorni dopo io e un mio collega su indicazione di Russo ritrovammo l’auto in viale degli Aviatori. A Foggia abbiamo un’azienda che si occupa della sicurezza per la ditta, la Security; Giovanni Russo (familiare del titolare della società estraneo alla vicenda) si propose per la vigilanza e sicurezza nei nostri cantieri e con la Security abbiamo fatto un contratto”.

Dopo il furto “chiamai Russo; lui poi mi indicò la zona dove è stata rinvenuta l’auto” aggiunse il geometra: “Prima di attivarmi per cercare di recuperare l’auto, mi confrontai con il mio superiore e l’azienda per il mio tramite pagò 700 euro quale ‘regalino’ a Russo: glieli diedi in contanti subito prima del rinvenimento dell’auto. Russo dopo il furto venne da me in cantiere e disse che sarebbe stato in grado di far recuperare l’auto, pagando però per il suo ‘fastidio’: mi disse che doveva accontentare qualcun altro senza fare nomi. Inizialmente mi chiese 1500 euro, poi ci accordammo per 700 euro: disse che per meno di questa somma la macchina non si sarebbe recuperata”.

La stessa auto fu rubata di nuovo la notte del 20 aprile e ritrovata la sera stessa. “In maniera arrabbiata mi rivolsi anche questa volta a Russo, telefonandogli. Lui ci fece recuperare la macchina senza però farci pagare nulla: la trovammo a Candelaro sempre su indicazione di Russo. Non mi fece nessun nome. So soltanto che doveva comunque rivolgersi ad altre persone”. Il legale di Russo – riporta infine gazzetta – sostiene che l’indagato si attivò per far ritrovare l’auto nell’interesse del derubato senza alcun tornaconto personale.

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Tags: racket foggia
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