Fase critica per l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. I sindacati in questi giorni hanno dichiarato lo stato di agitazione per le “diverse problematiche esistenti all’interno dell’ospedale”. Mentre si fanno sempre più insistenti le voci sulla costante perdita monstre in bilancio, al punto da far ipotizzare dal difficoltà di tenuta delle attività nel nosocomio di San Pio. “Ci sono debiti anche verso i dipendenti – spiegano i sindacati in una nota -, non vengono pagati gli arretrati e non sono state adeguate le tabelle contrattuali come da contratto nazionale sottoscritto a Roma presso l’Aran il 2 novembre 2022”.
“Il 22 dicembre scorso – ricordano – il direttore generale Gino Gumirato faceva notare che al momento non vi erano le condizioni di cassa per erogare il riconoscimento economico e pertanto posticipava la discussione in altri momenti. Peraltro, affrontando altri tempi, ha anticipato che vi sarebbero state delle rivisitazioni di accordi normativi ed economici, già sottoscritti con precedenti direttori generali, e che avrebbe approfondito il tema su alcuni passaggi verticali ed incarichi attribuiti unilateralmente dalla direzione. Inoltre, ha promesso di presentare un piano industriale nelle prossime settimane”.
Ieri, i sindacati hanno incontrato i lavoratori in assemblea per aggiornarli sull’incontro con il manager. In accordo con i dipendenti, si è deciso di intraprendere la strada dello stato di agitazione, programmando eventuali iniziative di protesta dopo l’incontro già fissato per venerdì 13 gennaio.
“Ovviamente – chiosano i sindacalisti Angelo Ricucci, Lorenzo Palena, Giuseppe Mangiacotti, Giuseppe Riontino, Luigi Giorgione, Giovanni Grifa –, siamo consapevoli che siamo agli inizi di una vertenza, abbastanza complicata e diamo la nostra piena e totale disponibilità a confrontarci senza preclusioni e pregiudizi perché, a prescindere dalle fisiologiche propensioni verso soluzioni diversificate – che riteniamo legittime e salutari in un paese democratico – le scriventi sono state e, sempre e comunque, saranno per salvaguardare i posti di lavoro, sostenere le iniziative dirette al riconoscimento, alla tutela ed alla valorizzazione dei lavoratori ed alla sottoscrizione dei diritti spettanti sotto il profilo normo giuridico ed economico. Pur tuttavia, una volta acclarata la posizione della parte datoriale nell’ incontro del 22 dicembre, e non avendoregistrato riscontri positivi per i lavoratori, si è ritenuto di coinvolgere la massima autorità della Prefettura di Foggia per porre all’attenzione di quanto si sta verificando in Casa Sollievo Sofferenza e ove lo ritenesse, di promuovere, anche in questa prima fase, un tavolo di confronto proprio per dirimere le problematiche de qua e trovare la migliore soluzione per ridare certezza e tranquillità sia per il lavoro sia per l’erogazioni di quanto spettante come emolumenti dovuti. Per quanto riguarda infine i rapporti sindacali, vogliamo rivolgere un apprezzamento riservato alla delegazione della direzione generale della Casa Sollievo Sofferenza di San Giovanni Rotondo Foggia, con in testa il direttore, permettendoci una considerazione. La politica sindacale e la tutela degli interessi dei lavoratori, noi riteniamo, si fanno ai tavoli negoziali con un confronto dialettico, a volte anche aspro ed acceso, e sempre nel rispetto di ognuno per il suo ruolo e delle leggi vigenti, contratto di lavoro e riferimenti normativi. E non è solo una questione di correttezza, ma anche di considerazione per noi stessi e per l’intelligenza delle persone coinvolte. Consapevoli dei rischi che si corrono ad esprimersi con franchezza nel clima esasperato che si è determinato – concludono -, vogliamo invece credere che questo nostro dire, sia correttamente interpretato ed utilizzato per ripristinare nuovamente corrette relazioni sindacali, ribadendo la nostra totale disponibilità al confronto e soluzioni”.
