Tutti i Fratelli d’Italia, dai parlamentari Giandonato La Salandra e Annamaria Fallucchi al consigliere regionale Giannicola De Leonardis, accanto al presidente Nicola Gatta, ricandidato alla presidenza della Provincia di Foggia contro il leghista Primiano Di Mauro e l’emilianista Giuseppe Nobiletti.
Il sindaco di Candela ha mostrato i muscoli portando a Foggia insieme ai tanti sindaci e amministratori che lo sostengono il viceministro dei Trasporti, Galeazzo Bignami, che è ancora commissario del partito meloniano in Capitanata.
La spaccatura avuta per le provinciali potrebbe ripetersi anche per le comunali di Foggia, se è vero che la Lega insegue una personalità trasversale, con larghe intese civiche sul modello manfredoniano di Gianni Rotice.
Bignami non ha eluso le domande, ma si è comunque concentrato sul peso dell’Ente di Palazzo Dogana, difendendo chi sostiene che Gatta sia solo un trasformista: “Sarebbe singolare che qualcuno volesse ragionare su posizionamenti. La Regione non è vicina a questa amministrazione provinciale, perché se così fosse significherebbe asservire le istituzioni a patronaggio. Dovessi ragionare per paradosso in maniera similare il Ministero dovrebbe dare una mano solo alle amministrazioni che condividono una vicinanza col Governo Meloni. Noi non lo facciamo perché lo Stato e la comunità civile sono tutti. Abbiamo sboccato 50 milioni di euro, non ragioniamo con una logica muscolare, la Puglia è una bella regione che sta facendo un percorso significativo, non grazie all’attuale Giunta, ma nonostante questa Giunta. Bonaccini in Emilia è a favore delle trivelle, qui è contro. Questa è la schizofrenia di fondo. Noi siamo coerenti, senza opportunismi. Il ministro del Pnrr è un pugliese, Fitto. Qualunque amministrazione dovesse affermarsi in Provincia di Foggia avrà le porte aperte al Ministero”.
Bignami ha anche parlato delle verifiche Anas ancora assenti, che impediscono di sbloccare il finanziamento per la strada veloce garganica. “Le distanze non si calcolano più in km ma in minuti. Vi sembra concepibile che per muoversi dentro la stessa provincia, da Biccari a Vieste, ci si debba mettere quanto si impiega da Bologna a Roma? La maggioranza degli italiani vive in realtà piccine, non esistono realtà periferiche in Italia. Esiste l’esigenza di una infrastruttura di comunità per innervare la rete funzionale per il recepimento di una esigenza economica e di mobilità”.
