Il giorno e l’orario non erano certo quelli giusti per organizzare un corteo di protesta contro la realizzazione dell’impianto Energas, ma questa mattina a Manfredonia erano davvero in pochi. A movimentare la manifestazione gli studenti di alcune scuole della città, e nemmeno tanti. Un solo dato di fatto: a Manfredonia nessuno vuole quell’impianto, ritenuto inutile e pericoloso. “È un progetto vecchio – dicono alcuni cittadini presenti in piazza – che non porta nessun vantaggio economico, anzi distruggerebbe quel po’ di economia turistica che c’è”. “Noi vogliamo rilanciare Manfredonia attraverso il turismo, la pesca, l’agricoltura – ha spiegato il sindaco Gianni Rotice -. Mi auguro che il Governo centrale metta fine a questa vicenda, altrimenti siamo pronti a tutto per manifestare la nostra contrarietà”. Alla mobilitazione contro Energas anche il presidente di Camera Commercio Foggia, Damiano Gelsomino. “La città ha già manifestato il suo no a questo mega impianto con il referendun del 2016. Quindi basta, chiudiamo definitivamente questa vertenza”. In prima linea anche l’arcivescovo del Gargano, padre Franco Moscone.
“Siamo di fronte ad un progetto che non ha futuro, bisogna tagliare con le fonti non rinnovabili. Il no ha diverse motivazioni, dalla salvaguardia dell’ambiente al rispetto della volontà della popolazione manfredoniana che ha già pagato molto in termini di ambiente. Spero che la coscienza di chi ci comanda prenda atto che questo deposito di gas non deve essere fatto. Se lo dovessero fare? Spero davvero che non succedano disastri. Una cosa è certa, il territorio tornerà ad essere a rischio per la popolazione, l’ambiente e anche per la buona economia”.